Rapina clamorosa nella banca di Napoli: continuano le indagini con gli inquirenti che si soffermano su sottosuolo e sul registro del caveau. Circa 120 le cassette di sicurezza che risultano scassinate ma il numero definitivo è ancora incerto.
Le autorità sono al lavoro per risalire all'identità dei responsabili, setacciando piste e profili di presunti esperti già noti alle cronache giudiziarie. Parallelamente, sono in corso analisi tecniche sui strumenti utilizzati per il furto e sul mini-generatore rinvenuto nel sottosuolo. Gli investigatori stanno anche valutando le differenze di protezione che riguardano le cassette di sicurezza del caveau. Questo punto centrale delle indagini si collega a una criticità da tempo segnalata dai clienti: le cassette trasferite dalla chiusa agenzia di via Scarlatti risultavano più vulnerabili, essendo collocate a vista anziché all'interno di armadi blindati.
Tale disposizione ha favorito l'azione dei malviventi, che conoscevano la configurazione interna del caveau. Sarebbero circa 120 le cassette scassinate, stando alle prime indiscrezioni, ma il dato definitivo dipenderà dalle denunce dei titolari che man mano si presenteranno in filiale per verificare eventuali ammanchi. Fino ad ora sono circa quaranta i clienti che hanno dichiarato di essere stati derubati, ma si prevede che questo numero aumenterà con il passare dei giorni. È importante sottolineare che la banca non è a conoscenza del contenuto delle cassette né tiene traccia di ciò che viene depositato o ritirato dai clienti. Da domani la filiale tenterà di riaprire e riprendere le sue normali attività, pur con le cicatrici evidenti di un colpo che ha lasciato il segno nella città e nei correntisti coinvolti.
Rapina nella banca di Napoli: continuano le indagini
Prosegue l'inchiesta sulla spettacolare rapina che ha colpito la filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d'Oro dove una banda di almeno cinque persone, esperte del sottosuolo e presumibilmente napoletane, ha messo a segno un colpo da film, svuotando decine di cassette di sicurezza. L'azione criminale, avvenuta giovedì scorso, ha attirato l'attenzione per la precisione con cui è stata orchestrata, incluso l'accorgimento di sigillare i tombini circostanti per ostacolare l'accesso delle forze dell'ordine.Le autorità sono al lavoro per risalire all'identità dei responsabili, setacciando piste e profili di presunti esperti già noti alle cronache giudiziarie. Parallelamente, sono in corso analisi tecniche sui strumenti utilizzati per il furto e sul mini-generatore rinvenuto nel sottosuolo. Gli investigatori stanno anche valutando le differenze di protezione che riguardano le cassette di sicurezza del caveau. Questo punto centrale delle indagini si collega a una criticità da tempo segnalata dai clienti: le cassette trasferite dalla chiusa agenzia di via Scarlatti risultavano più vulnerabili, essendo collocate a vista anziché all'interno di armadi blindati.
Tale disposizione ha favorito l'azione dei malviventi, che conoscevano la configurazione interna del caveau. Sarebbero circa 120 le cassette scassinate, stando alle prime indiscrezioni, ma il dato definitivo dipenderà dalle denunce dei titolari che man mano si presenteranno in filiale per verificare eventuali ammanchi. Fino ad ora sono circa quaranta i clienti che hanno dichiarato di essere stati derubati, ma si prevede che questo numero aumenterà con il passare dei giorni. È importante sottolineare che la banca non è a conoscenza del contenuto delle cassette né tiene traccia di ciò che viene depositato o ritirato dai clienti. Da domani la filiale tenterà di riaprire e riprendere le sue normali attività, pur con le cicatrici evidenti di un colpo che ha lasciato il segno nella città e nei correntisti coinvolti.

