Si è chiuso con una condanna a 2 anni e 2 mesi di reclusione il primo capitolo giudiziario a carico di un uomo di Nocera Inferiore, accusato di aver trasformato l'esistenza della consorte in un incubo senza fine.
La sentenza, emessa dal Gup a seguito di rito abbreviato, mette un punto fermo su un decennio di vessazioni, iniziato nel 2016 e proseguito con una ferocia inaudita tra pedinamenti ossessivi, denigrazioni costanti e brutali aggressioni fisiche come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'attività investigativa della Procura di Nocera ha documentato come l'uomo avesse instaurato un regime di terrore basato sul controllo totale, arrivando a minacciare pesantemente anche la madre della vittima per interposta persona. Nonostante i ripetuti interventi dei carabinieri negli anni, solo l'applicazione delle misure cautelari ha interrotto la spirale di abusi.
Resta ora aperto un secondo fronte giudiziario per l'uomo, già coinvolto in un altro procedimento per analoghi reati commessi contro i propri familiari, episodio che aveva già portato al suo arresto in tempi recenti. Dopo questa prima condanna per maltrattamenti aggravati, la difesa valuta il ricorso in appello.
La sentenza, emessa dal Gup a seguito di rito abbreviato, mette un punto fermo su un decennio di vessazioni, iniziato nel 2016 e proseguito con una ferocia inaudita tra pedinamenti ossessivi, denigrazioni costanti e brutali aggressioni fisiche come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Infernale gelosia a Nocera: condannato 30enne violento
Il castello di accuse parla di una furia alimentata da sospetti infondati: l'imputato monitorava ogni spostamento della donna, presentandosi finanche sul suo luogo di lavoro per schiaffeggiarla davanti ai colleghi o insultarla se la vedeva interagire con uomini. Una persecuzione che non risparmiava nemmeno le ore notturne, tra videochiamate intimidatorie con minacce di morte e incursioni presso l'abitazione dei suoceri, dove la vittima cercava rifugio. In diverse occasioni, le violenze si sono consumate sotto gli occhi dei figli piccoli e dei familiari della donna, rendendo il clima domestico del tutto insostenibile.L'attività investigativa della Procura di Nocera ha documentato come l'uomo avesse instaurato un regime di terrore basato sul controllo totale, arrivando a minacciare pesantemente anche la madre della vittima per interposta persona. Nonostante i ripetuti interventi dei carabinieri negli anni, solo l'applicazione delle misure cautelari ha interrotto la spirale di abusi.
Resta ora aperto un secondo fronte giudiziario per l'uomo, già coinvolto in un altro procedimento per analoghi reati commessi contro i propri familiari, episodio che aveva già portato al suo arresto in tempi recenti. Dopo questa prima condanna per maltrattamenti aggravati, la difesa valuta il ricorso in appello.

