Si intravede finalmente la fine del calvario per i residenti delle frazioni Marini, Alessia, Arcara, Santi Quaranta e Dupino. Dopo mesi di isolamento e paralisi, la Provincia di Salerno ha rotto gli indugi presentando il progetto di fattibilità tecnica per il ripristino dell'arteria, rimasta vittima di un cedimento strutturale al chilometro 1+340 come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La convocazione ufficiale della Conferenza di servizi per il prossimo 6 maggio a Palazzo Sant'Agostino segna il passaggio decisivo verso l'apertura dei cantieri, mettendo fine a un'attesa che aveva ormai esasperato l'intera valle metelliana.
Il disagio non è stato solo logistico, ma ha toccato la sicurezza stessa dei cittadini: la chiusura della provinciale ha infatti allungato drasticamente i tempi di intervento dei mezzi di soccorso, rendendo difficoltoso l'accesso delle ambulanze nelle zone più periferiche. Tra interrogazioni consiliari e pressioni della Commissione mobilità, l'iter burocratico ha subito l'accelerazione sperata. Sebbene i residenti abbiano più volte sollecitato l'istituzione di un senso unico alternato, la priorità della Provincia resta la messa in sicurezza totale per evitare nuovi cedimenti in un'area geologicamente fragile, restituendo finalmente una viabilità dignitosa a lavoratori e studenti pendolari
La convocazione ufficiale della Conferenza di servizi per il prossimo 6 maggio a Palazzo Sant'Agostino segna il passaggio decisivo verso l'apertura dei cantieri, mettendo fine a un'attesa che aveva ormai esasperato l'intera valle metelliana.
Svolta per la SP288 a Cava de' Tirreni
L'intervento messo in campo dai tecnici provinciali prevede una serie di opere strutturali complesse per garantire la tenuta definitiva del versante. Il piano include la realizzazione di una paratia di micropali e il consolidamento del muro di sostegno a valle, oltre al rifacimento integrale del manto stradale, della segnaletica e delle barriere di sicurezza. La chiusura, scattata a fine gennaio dopo il collasso di una porzione della sede viaria, ha costretto migliaia di cittadini a percorsi alternativi estenuanti, sollevando un’ondata di proteste culminata in una petizione con oltre cinquecento firme consegnata alle autorità.Il disagio non è stato solo logistico, ma ha toccato la sicurezza stessa dei cittadini: la chiusura della provinciale ha infatti allungato drasticamente i tempi di intervento dei mezzi di soccorso, rendendo difficoltoso l'accesso delle ambulanze nelle zone più periferiche. Tra interrogazioni consiliari e pressioni della Commissione mobilità, l'iter burocratico ha subito l'accelerazione sperata. Sebbene i residenti abbiano più volte sollecitato l'istituzione di un senso unico alternato, la priorità della Provincia resta la messa in sicurezza totale per evitare nuovi cedimenti in un'area geologicamente fragile, restituendo finalmente una viabilità dignitosa a lavoratori e studenti pendolari

