Un intervento carico di freddezza istituzionale e realismo quello di Claudia Pecoraro, assessora regionale all'Ambiente, che ha gelato ogni tentativo di celebrare la risoluzione della lunga controversia sulle Fonderie Pisano.
Durante un incontro sul riciclo, l'esponente della giunta ha chiarito che i recenti passi compiuti non sono figli di una strategia celebrativa, ma l'atto dovuto di un'amministrazione che ha dovuto conformarsi a una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Il caso Pisano resta dunque un nervo scoperto per il territorio salernitano, rappresentando un equilibrio forzato tra il rigore imposto dall'Europa sulla salute pubblica e la protezione sociale di un tessuto produttivo che cerca faticosamente una nuova collocazione. La necessità di accompagnare il futuro dei dipendenti rimane la sfida principale di una vicenda che, nonostante le pronunce giudiziarie, continua a dividere l'opinione pubblica e le istituzioni locali.
Durante un incontro sul riciclo, l'esponente della giunta ha chiarito che i recenti passi compiuti non sono figli di una strategia celebrativa, ma l'atto dovuto di un'amministrazione che ha dovuto conformarsi a una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Fonderie Pisano, l'affondo della Regione: «Niente brindisi»
La Regione rivendica di aver agito per rispettare i dettami di Strasburgo, che per anni ha puntato il dito contro l'impatto ambientale dello stabilimento e la mancata tutela dei diritti dei cittadini residenti nell'area interessata. Nonostante la linea dura sul rispetto delle norme internazionali, Pecoraro ha garantito che l'ente non volterà le spalle alle maestranze, ribadendo che l'amministrazione resterà al fianco dei lavoratori per rassicurare chi teme per il proprio futuro professionale.Il caso Pisano resta dunque un nervo scoperto per il territorio salernitano, rappresentando un equilibrio forzato tra il rigore imposto dall'Europa sulla salute pubblica e la protezione sociale di un tessuto produttivo che cerca faticosamente una nuova collocazione. La necessità di accompagnare il futuro dei dipendenti rimane la sfida principale di una vicenda che, nonostante le pronunce giudiziarie, continua a dividere l'opinione pubblica e le istituzioni locali.

