Il rapporto Mal’Aria di città 2026 di Legambiente fotografa la qualità dell’aria in Campania: Salerno è la provincia più vicina ai limiti europei 2030. Ottati e Polla tra i comuni più virtuosi. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Aria più pulita, Salerno guida la Campania: Ottati e Polla modelli virtuosi
Nel panorama regionale, la provincia di Salerno è quella che si avvicina maggiormente agli obiettivi europei fissati per il 2030 sul PM10. Secondo l’analisi “Mal’Aria di città 2026” realizzata da Legambiente, basata sui dati Arpac relativi al 2025, il territorio salernitano registra una media annua di 22 microgrammi per metro cubo. Per rientrare nel limite previsto di 20 microgrammi, sarà necessario un taglio del 9%.
L’indagine prende in esame le principali città campane, valutando le concentrazioni di polveri sottili (PM10 e PM2.5) e di biossido di azoto (NO2). In questo quadro emergono due realtà particolarmente positive nel Salernitano: Ottati e Polla.
I numeri verso il 2030
Con l’entrata in vigore dei nuovi parametri europei, più severi rispetto agli attuali, il 74% dei comuni campani analizzati presenta valori medi di PM10 superiori ai limiti previsti. Il PM10 è un inquinante legato soprattutto alla combustione di legna e biomasse, ampiamente utilizzate per il riscaldamento domestico.
Ad oggi, solo sei città in Campania rispettano già i target 2030, tra cui Polla. Sul fronte provinciale, Napoli dovrà ridurre le concentrazioni del 30%, Benevento del 25%, Caserta del 23%, Avellino del 12% e Salerno del 9%, che resta comunque oltre la soglia. Nel capoluogo salernitano, la diminuzione richiesta è del 4%.
Per quanto riguarda il PM2.5, la componente più fine e insidiosa del particolato atmosferico, sono state analizzate 23 città campane. Rispetto al limite di 10 microgrammi per metro cubo fissato per il 2030, 21 centri su 22 con dati disponibili superano il valore obiettivo. L’unica eccezione è Ottati, che registra 7,83 microgrammi per metro cubo, rientrando già nei parametri.
Tra i capoluoghi, la situazione più delicata riguarda Napoli, che dovrebbe abbattere i livelli del 37%, seguita da Benevento con il 36% e Salerno con il 27%.
Biossido di azoto: limiti rispettati ma serve ridurre
Diversa la situazione per il biossido di azoto. Nessuna delle città esaminate supera l’attuale limite annuo di 40 microgrammi per metro cubo. L’NO2 è tipicamente associato al traffico urbano e ai processi di combustione. Per Salerno, l’obiettivo 2030 impone comunque una riduzione del 25%.
A livello regionale, la direttrice di Legambiente Campania, Francesca Ferro, richiama l’attenzione sulla necessità di trasformare la lotta all’inquinamento in una priorità strutturale delle politiche ambientali. La qualità dell’aria, sottolinea, non può più essere trattata come un’emergenza episodica legata alle condizioni meteo, ma come il risultato di scelte – o mancate scelte – che hanno inciso a lungo sullo sviluppo del territorio.
Molti centri campani, infatti, stanno riducendo le emissioni con un ritmo troppo lento per centrare i traguardi europei e garantire la tutela della salute pubblica. Secondo l’associazione, occorre rafforzare in modo stabile il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile, accelerare l’efficientamento energetico degli edifici e superare le fonti più inquinanti nel riscaldamento domestico e nel settore industriale, oltre a intervenire in maniera strutturale su agricoltura e allevamenti intensivi.

