Ieri mattina, lunedì 1 giugno, è partita la protesta davanti all'Ospedale Civile di Agropoli, un'iniziativa promossa dal Comitato "Obiettivo Ospedale" per rivendicare la riapertura del Pronto Soccorso e il ripristino completo dei servizi sanitari locali. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Alla mobilitazione hanno aderito anche numerosi amministratori locali. Roberto Mutalipassi, sindaco di Agropoli, ha ribadito l'impegno unanime del Consiglio comunale nell'affrontare la questione con un approccio unitario, annunciando una richiesta per una nuova seduta monotematica dedicata al tema dell'ospedale. Marco Rizzo, sindaco di Castellabate, ha evidenziato l'urgenza di interventi strutturali per migliorare il sistema sanitario locale, segnalando dialoghi già avviati con la Regione Campania e la direzione generale dell'Asl Salerno. Giuseppe Orlotti, sindaco di Giungano, ha invece criticato le promesse elettorali rimaste disattese e ha denunciato una mancanza di risposte concrete: «Il nostro territorio viene sistematicamente dimenticato dopo ogni tornata elettorale».
Il presidio continuerà nei prossimi giorni con una rotazione continua dei partecipanti, che hanno organizzato anche un gazebo come punto di supporto per la protesta. La richiesta del Comitato resta netta e decisa: riaprire immediatamente il Pronto Soccorso di Agropoli, modificare l'Atto Aziendale in modo da rispondere alle esigenze dei cittadini, e tutelare concretamente il diritto alla salute per l'intero territorio cilentano. La mobilitazione non si fermerà fino a quando non verranno ottenute risposte dalle istituzioni competenti.
Agropoli, ieri è partita la protesta contro la chiusura del Pronto Soccorso: "Il funerale della sanità"
Ieri mattina, lunedì 1 giugno, è partito il presidio permanente davanti all'Ospedale Civile di Agropoli, un'iniziativa promossa dal Comitato "Obiettivo Ospedale" per rivendicare la riapertura del Pronto Soccorso e il ripristino completo dei servizi sanitari locali. Al centro della protesta, simbolicamente definita come il «funerale della sanità locale», una bara riempita con oltre cinquecento schede elettorali già consegnate dai cittadini. Tale gesto mira a esprimere la sfiducia verso le istituzioni e denunciare un sistema sanitario considerato inadeguato. La manifestazione si svolge in modo continuativo, giorno e notte, con una presenza costante della comunità. Dal Comitato assicurano che la mobilitazione proseguirà a oltranza per mantenere alta l'attenzione su una problematica che non riguarda solo Agropoli. «Abbiamo coinvolto tutti i sindaci del Distretto 70», dichiara la presidente Lucia Grambone, sottolineando anche l'intenzione di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per far luce su eventuali responsabilità legate alla gestione sanitaria.Alla mobilitazione hanno aderito anche numerosi amministratori locali. Roberto Mutalipassi, sindaco di Agropoli, ha ribadito l'impegno unanime del Consiglio comunale nell'affrontare la questione con un approccio unitario, annunciando una richiesta per una nuova seduta monotematica dedicata al tema dell'ospedale. Marco Rizzo, sindaco di Castellabate, ha evidenziato l'urgenza di interventi strutturali per migliorare il sistema sanitario locale, segnalando dialoghi già avviati con la Regione Campania e la direzione generale dell'Asl Salerno. Giuseppe Orlotti, sindaco di Giungano, ha invece criticato le promesse elettorali rimaste disattese e ha denunciato una mancanza di risposte concrete: «Il nostro territorio viene sistematicamente dimenticato dopo ogni tornata elettorale».
Il presidio continuerà nei prossimi giorni con una rotazione continua dei partecipanti, che hanno organizzato anche un gazebo come punto di supporto per la protesta. La richiesta del Comitato resta netta e decisa: riaprire immediatamente il Pronto Soccorso di Agropoli, modificare l'Atto Aziendale in modo da rispondere alle esigenze dei cittadini, e tutelare concretamente il diritto alla salute per l'intero territorio cilentano. La mobilitazione non si fermerà fino a quando non verranno ottenute risposte dalle istituzioni competenti.

