Fa discutere la decisione del FIGC – Lega Nazionale Dilettanti, contenuta nel Comunicato Ufficiale n. 28/GST del 18 febbraio 2026, relativa alla gara Under 18 disputata il 7 febbraio tra Pro Sala Football Club e Sporting Sala Consilina. Il provvedimento, firmato dal Giudice Sportivo Territoriale avv. Francesco Zaccaria, ha inflitto una squalifica di due anni a un calciatore del Pro Sala FC.
La ricostruzione contenuta nel referto
Secondo quanto riportato nel comunicato federale, al 25’ del primo tempo il giocatore E.B. sarebbe stato espulso dopo l’assegnazione di un calcio di punizione a favore dello Sporting Sala Consilina. Nel referto si sostiene che, dopo aver ricevuto il cartellino rosso, il calciatore avrebbe colpito il direttore di gara con un pugno al petto. L’arbitro, ritenendo non più garantite le condizioni di sicurezza, avrebbe deciso di sospendere l’incontro.
Sempre secondo la ricostruzione ufficiale, il direttore di gara sarebbe stato oggetto di minacce e insulti e avrebbe contattato le forze dell’ordine per lasciare l’impianto sportivo in sicurezza. Alla luce di tali elementi, il Giudice Sportivo ha disposto la perdita della gara per 0-3 a carico del Pro Sala FC e la squalifica biennale per il tesserato coinvolto.
La replica del Pro Sala FC
A stretto giro è arrivata la posizione ufficiale dell’Asd Pro Sala FC, che ha respinto con decisione la ricostruzione riportata nel comunicato federale. La società ha dichiarato di ritenersi totalmente estranea ai fatti così come descritti, sostenendo che quanto contenuto nel referto arbitrale non corrisponderebbe alla realtà. Il club ha inoltre conferito mandato all’avvocato Jury Calabrese per presentare ricorso alla Corte Sportiva d’Appello di Napoli.
Particolare attenzione è stata posta sull’aspetto umano della vicenda: il tesserato sanzionato è un minorenne e, secondo la società, l’immagine che ne emerge rischierebbe di compromettere il suo percorso sportivo e personale.
Attesa per il giudizio d’appello
Il Pro Sala FC ha ribadito la propria ferma condanna di qualsiasi forma di violenza, fisica o verbale, sottolineando come in anni di attività sportiva non si siano verificati episodi analoghi.
Ora il caso passerà al vaglio della Corte Sportiva d’Appello, chiamata a riesaminare la vicenda nel prossimo grado di giudizio. Una decisione che potrebbe incidere in modo significativo sia sul campionato sia sul futuro del giovane atleta coinvolto.

