Tensione crescente tra Iran e Stati Uniti: guerra in arrivo? Evacuazioni di basi, ipotesi di attacco limitato e pressioni internazionali per evitare l’escalation.
Iran-Usa, guerra in arrivo: evacuazioni e possibile attacco militare
Le relazioni tra Iran e Stati Uniti restano ad alta tensione, con indiscrezioni su evacuazioni di basi americane in Medio Oriente e timori di un possibile escalation. Secondo quanto riportato dal The New York Times, Washington avrebbe iniziato a ridurre la presenza militare in alcune installazioni regionali in risposta al clima di crescente confronto con Teheran.
Il presidente Donald Trump ha confermato di stare valutando un’operazione militare limitata contro l’Iran, senza però fornire ulteriori dettagli. L’ipotesi, già anticipata dal The Wall Street Journal, riguarderebbe attacchi mirati a strutture governative o militari con l’obiettivo di spingere Teheran verso un accordo sul programma nucleare. In caso di via libera, i raid potrebbero scattare in tempi brevi e, qualora l’Iran non accettasse le richieste statunitensi, l’azione potrebbe essere ampliata includendo ulteriori obiettivi del regime.
Sul piano internazionale emergono segnali di cautela. Secondo la BBC, il governo britannico guidato da Keir Starmer avrebbe comunicato a Washington l’indisponibilità a concedere l’uso delle proprie basi per eventuali operazioni contro l’Iran, compresa quella di Diego Garcia nell’arcipelago delle Chagos. Analisti sottolineano inoltre una diffusa contrarietà nella comunità internazionale a un intervento militare in questa fase, posizione condivisa anche da alcuni attori regionali come Arabia Saudita, mentre l’ipotesi di un’azione resta sostenuta soprattutto da Israele.
Nel frattempo il movimento Hamas ha ribadito che qualsiasi discussione sul futuro della Striscia di Gaza deve partire dalla cessazione dell’offensiva israeliana e dalla revoca del blocco, chiedendo il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese.
La tensione è stata alimentata anche dall’ultimatum lanciato da Trump a Teheran, con una finestra di 10-15 giorni per raggiungere un’intesa sul nucleare. In risposta, l’Iran ha segnalato alle Nazioni Unite il rischio concreto di un’aggressione militare, avvertendo che reagirà con fermezza in caso di attacco. Intanto nella regione si registra un rafforzamento della presenza militare statunitense, con unità navali e aeree dispiegate anche a protezione di Israele.

