Il cuore destinato inizialmente a Domenico oggi batte nel petto di un altro bambino. Non a Napoli, ma a Bergamo, dove nella notte tra martedì e mercoledì all’ospedale Papa Giovanni XXIII è stato effettuato il trapianto su un piccolo paziente di due anni, primo nella lista nazionale d’urgenza. Lo riporta Il Mattino.
L’organo, inizialmente destinato al bambino ricoverato al Monaldi di Napoli e sostenuto da oltre 60 giorni con Ecmo dopo esser stato sottoposto ad un primo trapianto con un cuore "bruciato", è stato riassegnato dopo la decisione dell’Heart Team che aveva escluso la possibilità di un secondo intervento per Domenico.
Il cuore destinato a Domenico ha salvato un altro bambino: il trapianto al Papa Giovanni XXIII di Bergamo
Al Monaldi di Napoli si era appena concluso un confronto durato cinque ore. Cartelle cliniche analizzate nel dettaglio, Tac, parametri vitali, visite al letto del piccolo. L’esito è stato chiaro: Domenico non era candidabile a un nuovo trapianto.
La valutazione si è concentrata sulle sue condizioni cliniche: compromissione neurologica, instabilità emodinamica e crisi settica hanno portato a escludere la possibilità di affrontare un secondo intervento.
La rete nazionale e l’algoritmo di assegnazione
Nonostante lo stop per Domenico, la rete trapianti nazionale ha proseguito l’iter. Un organo pediatrico ha tempi estremamente ridotti di utilizzo e deve essere impiantato nel giro di poche ore.
In lista d’urgenza, classe 1 – emergenza nazionale – risultavano tre bambini compatibili. Domenico era tra loro. Gli altri due presentavano condizioni cliniche che consentivano il trapianto. L’assegnazione segue un algoritmo che tiene conto di peso, gruppo sanguigno, compatibilità immunologica e gravità del quadro clinico.
L’ordine era già stabilito: il cuore è stato destinato al primo della lista, ricoverato a Bergamo. Proprio al Papa Giovanni XXIII opera il primario Amedeo Terzi, cardiochirurgo che poche ore prima aveva preso parte all’Heart Team riunitosi a Napoli.
Il trasporto e l’intervento
Il trasferimento dell’organo è avvenuto secondo le procedure previste: contenitore sterile, temperatura controllata e équipe pronta in sala operatoria prima dell’arrivo. Il donatore era un bambino di tre anni, morto per leucemia, gruppo sanguigno 0 Rh positivo. L’intervento, eseguito nella notte del 18 febbraio, è riuscito.

