Si affievoliscono le speranze per il piccolo Domenico, il bambino ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, al quale è stato trapiantato un cuore poi risultato danneggiato durante il trasporto. Nella serata di martedì si era aperto uno spiraglio con la disponibilità di un nuovo cuore, ma dopo l’esame clinico condotto dai massimi esperti italiani in materia di trapianti si è esclusa la possibilità di procedere con un ulteriore intervento.
Ospedale Monaldi, stop al secondo trapianto: nessuna nuova operazione per il bambino
Il bambino resta collegato ai macchinari con il cuore precedentemente trapiantato, compromesso – secondo quanto emerso – dal ghiaccio utilizzato durante il trasporto. Intanto la procura ha già iscritto sei medici nel registro degli indagati per ricostruire la sequenza di eventi che ha portato a questa situazione. Saranno gli accertamenti giudiziari a fare piena luce su quanto accaduto.
"Se non c’è indicazione clinica al trapianto, allora siamo chiamati a fermarci" è il parere espresso dai sanitari al termine della valutazione collegiale. Di fronte alla decisione del pool di specialisti, resta la voce della madre, Patrizia Marcolino, che continua a ribadire la propria speranza: "Finché respira è vivo" ha dichiarato dopo il “no” al secondo trapianto.
Gli scenari clinici possibili
Secondo quanto riferito dagli esperti, il bambino potrebbe essere affidato a terapie di accompagnamento al fine vita in sedazione compassionevole. Al momento, tuttavia, dall’ospedale Monaldi non è arrivata alcuna conferma ufficiale in tal senso.
Tra le valutazioni cliniche illustrate, pesa il quadro complessivo: "Con un’emorragia cerebrale in atto e un supporto extracorporeo già in corso, impiantare un Ventricular assistance device sarebbe stato insostenibile. Il rischio di spandimento ematico cerebrale è altissimo" ha spiegato come riportato da NapoliToday Carlo Pace Napoleone, direttore del Regina Margherita di Torino e componente dell’Heart Team che ha esaminato il caso. Secondo gli specialisti, dunque, non si può procedere né con un nuovo trapianto né l’impianto di un cuore artificiale.

