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Occhio di Salerno02/06/2026

Prestiti fittizi alla Bper di Bellizzi, assolto l’ex direttore: «Nessun coinvolgimento nel sistema»

Si è concluso con un’assoluzione il processo di primo grado a carico di Amedeo Saracino, ex direttore della filiale Bper di Bellizzi, finito sotto accusa nell’ambito di una complessa inchiesta su un presunto sistema di finanziamenti irregolari.

Il Tribunale di Salerno lo ha assolto con la formula “per non aver commesso il fatto”, ritenendolo estraneo ai fatti contestati come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.

Prestiti fittizi alla Bper di Bellizzi, assolto l’ex direttore

La sentenza è stata pronunciata dalla seconda sezione penale del Tribunale di Salerno, presieduta da Sara Serretiello. Diverso l’esito per gli altri imputati coinvolti nel procedimento: i giudici hanno infatti inflitto una condanna a quattro anni e sei mesi di reclusione a Massimo Maresca e Gianluca Romano, ritenuti responsabili del meccanismo fraudolento, mentre per Mario Ingenito è stata dichiarata la prescrizione, dopo la riqualificazione del reato in una fattispecie di minore gravità.

Il procedimento trae origine da un’indagine avviata a seguito di anomalie riscontrate dalla direzione centrale dell’istituto di credito. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e contestato dalla Procura di Salerno, il sistema avrebbe previsto l’erogazione di numerosi prestiti che, una volta concessi, non venivano regolarmente restituiti. Su circa novanta finanziamenti concessi, per un importo complessivo superiore agli 800mila euro, alla banca sarebbe rientrata solo una minima parte delle rate previste.

I beneficiari dei prestiti, stando alle accuse formulate all’epoca, risiedevano in diversi comuni della provincia di Salerno, tra cui Salerno, Battipaglia, Pontecagnano, Capaccio, Casalvelino. Un ruolo centrale, secondo l’impianto accusatorio, sarebbe stato svolto dagli intermediari finanziari, incaricati di individuare e reclutare soggetti disponibili a presentare domanda di finanziamento. Si trattava, in molti casi, di persone prive di reddito stabile, talvolta senza fissa dimora o con precedenti penali, che non avrebbero avuto accesso al credito attraverso una procedura ordinaria e regolare.

Le pratiche di finanziamento, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero state corredate da documentazione non veritiera. Una volta ottenuto il prestito, i conti correnti intestati ai beneficiari venivano rapidamente svuotati, andando in rosso e rendendo impossibile il pagamento delle rate. Le somme erogate, sempre secondo gli inquirenti, sarebbero poi confluite su conti riconducibili a società operanti nel settore della vendita di autoveicoli.

L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Salerno, ebbe un forte impatto mediatico anche per l’accesso dei militari nella sede della filiale di Bellizzi, dove vennero acquisiti documenti e atti utili a chiarire la portata della presunta truffa e l’ipotesi di esercizio abusivo dell’attività di mediazione creditizia. Nel 2021, una volta concluse le indagini, la Procura chiese il rinvio a giudizio per tutti gli imputati. L’originaria contestazione associativa venne successivamente stralciata rispetto ai singoli reati fine.

Al termine del dibattimento, il collegio giudicante ha ritenuto non provato il coinvolgimento dell’ex direttore Saracino nel sistema contestato, distinguendo nettamente la sua posizione da quella degli intermediari. Per comprendere nel dettaglio le ragioni che hanno portato alla diversa valutazione delle responsabilità, sarà necessario attendere il deposito delle motivazioni della sentenza, previsto entro trenta giorni.
#Bellizzi

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