Allo scoccare della mezzanotte è venuta meno la possibilità per Enzo Napoli di ritirare le dimissioni da sindaco di Salerno 0come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Con la scadenza del termine previsto dalla legge, la città si ritrova formalmente priva della guida politica e amministrativa, in attesa dello scioglimento del Consiglio comunale e della conseguente nomina di un commissario prefettizio che assumerà i pieni poteri a Palazzo Guerra.
Il ritorno alla gestione commissariale segna un passaggio che Salerno non viveva dal 1993, quando, dopo le dimissioni del sindaco Vincenzo Giordano, il Comune fu affidato a un commissario fino alle elezioni. Una coincidenza temporale che non passa inosservata negli ambienti politici: proprio da quella fase prese avvio l’ascesa di Vincenzo De Luca, allora giovane amministratore, oggi figura centrale e ingombrante dello scenario locale e regionale.
Con l’uscita di scena di Napoli, il quadro politico entra in una fase di ridefinizione. Il cosiddetto “stand by” è terminato e il campo elettorale è ora aperto, anche se l’ipotesi di un vero campo largo appare ancora lontana. Le forze politiche e civiche alternative al centrodestra continuano a incontrarsi, ma senza approdare a una sintesi chiara. Nelle ultime ore si è discusso della necessità di un’iniziativa pubblica per rendere visibile il percorso avviato da Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista, Noi di Centro e altre realtà civiche, più che di nomi o strategie elettorali.
L’obiettivo dichiarato è capire chi intenda davvero far parte del progetto e chi, invece, resti alla finestra. Al momento, nessuna forza ha ufficializzato il proprio candidato sindaco, sebbene i tavoli politici siano attraversati da più ipotesi. Restano fuori, almeno per ora, Partito Democratico e Partito Socialista Italiano, entrambi impegnati in valutazioni autonome e segnati da dinamiche interne non risolte.
In questo contesto fluido, prende forma l’ombra lunga di Vincenzo De Luca. L’ex sindaco e attuale governatore sembra pronto a rimettere in moto la propria macchina politica, forte di un assetto già collaudato: liste storiche, protagonisti di lungo corso e un messaggio elettorale che, secondo indiscrezioni, punterà su semplicità e riconoscibilità. La fase commissariale, dunque, non rappresenta solo un passaggio tecnico, ma l’inizio di una nuova partita politica destinata a ridefinire gli equilibri di Salerno.
Con la scadenza del termine previsto dalla legge, la città si ritrova formalmente priva della guida politica e amministrativa, in attesa dello scioglimento del Consiglio comunale e della conseguente nomina di un commissario prefettizio che assumerà i pieni poteri a Palazzo Guerra.
Salerno senza sindaco, scatta il commissariamento
Si apre così una fase di transizione delicata, destinata a traghettare l’ente verso le elezioni della prossima primavera. La Prefettura di Salerno è già al lavoro per individuare la figura più idonea a ricoprire l’incarico commissariale: una scelta che richiede competenze tecniche e conoscenza approfondita della macchina amministrativa. Non è escluso che la nomina possa richiedere alcuni giorni, anche per ragioni procedurali, e al momento non trapelano indicazioni sull’identikit del possibile commissario, che potrebbe provenire anche da fuori provincia.Il ritorno alla gestione commissariale segna un passaggio che Salerno non viveva dal 1993, quando, dopo le dimissioni del sindaco Vincenzo Giordano, il Comune fu affidato a un commissario fino alle elezioni. Una coincidenza temporale che non passa inosservata negli ambienti politici: proprio da quella fase prese avvio l’ascesa di Vincenzo De Luca, allora giovane amministratore, oggi figura centrale e ingombrante dello scenario locale e regionale.
Con l’uscita di scena di Napoli, il quadro politico entra in una fase di ridefinizione. Il cosiddetto “stand by” è terminato e il campo elettorale è ora aperto, anche se l’ipotesi di un vero campo largo appare ancora lontana. Le forze politiche e civiche alternative al centrodestra continuano a incontrarsi, ma senza approdare a una sintesi chiara. Nelle ultime ore si è discusso della necessità di un’iniziativa pubblica per rendere visibile il percorso avviato da Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Casa Riformista, Noi di Centro e altre realtà civiche, più che di nomi o strategie elettorali.
L’obiettivo dichiarato è capire chi intenda davvero far parte del progetto e chi, invece, resti alla finestra. Al momento, nessuna forza ha ufficializzato il proprio candidato sindaco, sebbene i tavoli politici siano attraversati da più ipotesi. Restano fuori, almeno per ora, Partito Democratico e Partito Socialista Italiano, entrambi impegnati in valutazioni autonome e segnati da dinamiche interne non risolte.
In questo contesto fluido, prende forma l’ombra lunga di Vincenzo De Luca. L’ex sindaco e attuale governatore sembra pronto a rimettere in moto la propria macchina politica, forte di un assetto già collaudato: liste storiche, protagonisti di lungo corso e un messaggio elettorale che, secondo indiscrezioni, punterà su semplicità e riconoscibilità. La fase commissariale, dunque, non rappresenta solo un passaggio tecnico, ma l’inizio di una nuova partita politica destinata a ridefinire gli equilibri di Salerno.

