Il Comune di Pagani ha deciso di costituirsi parte civile nel processo che si apre oggi, 14 ottobre, davanti al Gup del Tribunale di Salerno, nell’ambito dell’inchiesta su presunti appalti truccati e collegamenti con la camorra a Palazzo San Carlo. Sono 14 le persone imputate, a seguito della richiesta di rinvio a giudizio presentata lo scorso agosto dal sostituto procuratore dell’Antimafia, Elena Guarino.
Pagani, inchiesta su appalti truccati e camorra: il Comune si costituisce parte civile
Nel mandato conferito all’avvocato Virginia Galasso, la Giunta comunale di
Pagani ha motivato la decisione di costituirsi parte civile sottolineando che,
«qualora accertati, i reati contestati agli imputati comporterebbero il diritto dell’Amministrazione comunale al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti» come riporta
MediaNews24.
L’inchiesta trae origine dal
blitz del novembre 2024, quando la
DDA di Salerno e i
Carabinieri portarono alla luce un presunto sistema di
condizionamento degli appalti pubblici da parte di esponenti legati al
clan Fezza–De Vivo, storica organizzazione criminale dell’Agro nocerino.
Secondo gli inquirenti, alcuni indagati avrebbero favorito gli interessi del gruppo camorristico nella gestione di opere e servizi comunali, tentando anche di
influenzare le elezioni amministrative del 2020. L’allora candidato e attuale sindaco
Raffaele Maria De Prisco, inizialmente coinvolto nell’indagine, è stato poi
completamente prosciolto grazie a un provvedimento di archiviazione.
Gli imputati
Tra i 14 imputati figurano anche
l’ex assessore Pietro Sessa, che aveva lasciato l’incarico per candidarsi alle elezioni regionali, e tre dipendenti comunali:
Tommaso Sorrentino,
Giuseppe Serritiello e
Bonaventura Tramontano, quest’ultimo già responsabile del servizio cimiteriale. L’udienza odierna sarà cruciale per decidere se procedere con il
rinvio a giudizio e per stabilire le
parti civili che potranno costituirsi nel processo.