Una notifica ritenuta irregolare fa saltare un pignoramento Imu e apre un nuovo fronte di polemica sulla gestione degli accertamenti fiscali. A Pagani, il contribuente Alfredo Amendola ha ottenuto una sentenza favorevole dalla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Salerno, che ha annullato l’azione esecutiva avviata da Geset Italia S.p.A. e condannato la società al pagamento delle spese legali, pari a 350 euro.
La vicenda del pignoramento
Il caso nasce da una procedura di recupero Imu conclusasi con il pignoramento della somma di 1.238,28 euro direttamente dal conto corrente del cittadino, senza che quest’ultimo avesse mai ricevuto un avviso formale. Solo dopo aver consultato l’estratto bancario, Amendola ha scoperto l’esistenza del provvedimento, risalendo all’ente che lo aveva disposto.
La notifica contestata
Nel giudizio è emerso che la Geset aveva dichiarato il contribuente “irreperibile”, procedendo alla notifica tramite deposito all’albo comunale. Una modalità che, secondo i giudici, non può essere utilizzata in caso di irreperibilità temporanea, soprattutto in assenza della comunicazione di avvenuto deposito, come chiarito dalla giurisprudenza della Cassazione.
Determinante anche un altro elemento: nell’immobile oggetto dell’accertamento risulta residente la sorella del contribuente, circostanza che avrebbe dovuto escludere la dichiarazione di irreperibilità. Un aspetto che, secondo quanto riferito da Amendola, sarebbe stato trascurato anche dagli uffici incaricati della riscossione.
Sentenza favorevole, ma il caso non è chiuso
Nonostante l’annullamento del pignoramento, la vicenda non si è conclusa. Al cittadino è stato infatti notificato un nuovo avviso Imu per la stessa abitazione e con modalità analoghe. Amendola ha quindi chiesto alla Geset di intervenire in autotutela, allegando la sentenza del giudice tributario, ma la richiesta sarebbe stata respinta.
"Mi è stato suggerito di presentare un nuovo ricorso ma così si rischia di generare ulteriori costi e danni erariali, nonostante un errore già riconosciuto e sanzionato dal tribunale", spiega. Intanto, la società di riscossione ha provveduto al pagamento delle prime spese processuali.
Le segnalazioni sull’albo pretorio
Il contribuente segnala infine che, negli ultimi giorni di dicembre, sull’albo pretorio comunale sarebbero comparse numerose notifiche simili, pubblicate a ridosso dei termini di prescrizione. Un elemento che solleva interrogativi sulle modalità operative adottate e sulla tutela effettiva dei diritti dei contribuenti.

