Quattro persone finiranno a processo con l’accusa di usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso. Il giudizio immediato è stato richiesto e ottenuto dalla Procura di Salerno al termine di un’indagine condotta a Cava de’ Tirreni dalla Direzione distrettuale antimafia, che nel luglio scorso aveva portato all’esecuzione di quattro misure cautelari.
Usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso: quattro imputati a processo a Cava de’ Tirreni
Com riportato dall'edizione odierna de Il Mattino al centro dell’inchiesta c’è Vincenzo Zullo, figlio del boss Dante, indicato dagli investigatori come figura di vertice dell’omonimo clan attivo nel territorio di Cava de’ Tirreni.
Stando all’accusa, Zullo avrebbe continuato a dirigere le attività illecite anche durante la detenzione, utilizzando un telefono cellulare introdotto illegalmente in carcere, con una scheda intestata a un cittadino del Bangladesh. Inoltre, avrebbe impartito ordini per la riscossione di somme di denaro legate a prestiti da usura, facendo ricorso a minacce e atti intimidatori.
Le indagini
Tra le vittime figura un grossista di giocattoli, che avrebbe ricevuto un prestito iniziale di 40mila euro. La somma, secondo l’impianto accusatorio, sarebbe rapidamente cresciuta fino a diventare insostenibile, con la richiesta di una rata mensile di 500 euro.
L’indagine ricostruisce anche tentativi di imporre il pagamento di una tangente a soggetti attivi nello spaccio di droga nella frazione Santa Lucia di Cava de’ Tirreni.
Droga, intercettazioni e collegamenti interregionali
Nel fascicolo figurano anche altri tre imputati, che hanno scelto il rito abbreviato. Parallelamente, la Squadra Mobile ha documentato una serie di cessioni di sostanze stupefacenti attribuite a soggetti rimasti a piede libero, attivi in una piccola piazza di spaccio di cocaina, hashish e marijuana.
Le indagini, svolte tramite intercettazioni, perquisizioni e sequestri, si inseriscono in un quadro investigativo più ampio che ha fatto emergere un traffico di droga tra la Puglia, la Basilicata e la città di Cava de’ Tirreni, con collegamenti fino a Matera.
L’inchiesta dopo la denuncia di un minorenne
L’attività investigativa ha preso avvio nel 2023, dopo la denuncia di un minorenne che aveva manifestato timori per possibili ritorsioni a seguito del suo rifiuto di spacciare. Da quella segnalazione si è sviluppato il filone sull’usura e le estorsioni, poi trasmesso per competenza alla Procura di Salerno, che ha ora ottenuto il rinvio a giudizio per i quattro imputati.

