Il Tribunale di Lagonegro ha assolto con formula piena il primario di Ginecologia Bruno Torsiello coinvolto nel processo sugli aborti a Sapri: il fatto non sussiste dopo dieci anni. Lo riporta InfoCilento.
Caso aborti a Sapri, assolto il primario Torsiello: “Il fatto non sussiste”
Si chiude con una assoluzione piena la complessa vicenda giudiziaria che ha coinvolto il dottor Bruno Torsiello, primario del reparto di Ginecologia dell’ospedale Immacolata di Sapri. Il Tribunale di Lagonegro, con sentenza emessa il 29 gennaio 2026, ha stabilito in modo netto che il fatto non sussiste, ponendo fine a un procedimento durato quasi dieci anni.
Il medico era finito al centro di un’indagine relativa a presunte irregolarità nella gestione delle procedure di interruzione volontaria di gravidanza. Un’inchiesta che, nel corso degli anni, aveva avuto un forte impatto sia sul piano professionale che personale.
Le contestazioni mosse dalla Procura
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Lagonegro e condotta dalla Guardia di Finanza, ipotizzava a carico di Torsiello diversi reati, tra cui peculato, falso e presunte violazioni della legge 194. Secondo l’accusa, il primario avrebbe autorizzato interventi abortivi senza rispettare i sette giorni di riflessione previsti dalla normativa, oltre a redigere certificazioni ritenute non veritiere.
Gli inquirenti sostenevano inoltre che alcune prestazioni fossero state effettuate al di fuori dell’orario di servizio ospedaliero, con compensi non dichiarati. Contestazioni che avevano portato, in una fase precedente, anche alla rimozione di Torsiello dall’incarico di direzione del reparto.
Una vicenda giudiziaria durata un decennio
Il procedimento aveva inizialmente coinvolto anche l’ostetrica Rosa Vomero, la cui posizione era stata definita già nel 2017 con un’assoluzione ottenuta attraverso rito abbreviato. La decisione pronunciata ora dal Tribunale estende la stessa conclusione al primario, demolendo l’intero impianto accusatorio che per anni aveva alimentato un acceso dibattito nella comunità locale. Con la formula piena, i giudici hanno riconosciuto l’assenza di fondamento delle accuse, restituendo al medico la piena onorabilità professionale dopo un lungo percorso processuale.
Le parole del ginecologo
«È stato un calvario durato dieci anni, per me e per la mia famiglia, ma ora tutto si è concluso nel migliore dei modi», ha dichiarato il dottor Torsiello. «Bisogna sempre avere fiducia nella giustizia. Chi non ha commesso reati non deve temere nulla. Andare in pensione a 70 anni con un marchio infamante sarebbe stato terribile. Finalmente è stata fatta giustizia». Il primario è stato assistito nel procedimento dall’avvocato Cinzia Morello.

