Svolta cruciale nell'impugnativa presentata dall'ex primo cittadino Raffaele De Prisco contro il commissariamento per condizionamento mafioso nel comune di Pagani.
I giudici amministrativi del Tar del Lazio, riuniti in camera di consiglio, hanno accolto le richieste avanzate dall'ex sindaco e difese dall'avvocato Guido Lenza, imponendo al Ministero dell'Interno e alla Presidenza del Consiglio la consegna degli atti istruttori integrali come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il provvedimento punitivo scattato lo scorso aprile poggiava sulle risultanze delle indagini condotte dalla Dda salernitana contro il clan Fezza-De Vivo. Le relazioni degli ispettori avevano evidenziato l'infiltrazione della criminalità organizzata nella gestione della cosa pubblica tra il 2017 e il 2022, ponendo sotto la lente d'ingrandimento le commesse senza gara per le sanificazioni anti-Covid, le manutenzioni cimiteriali e la pulizia urbana.
Tra i nodi centrali figura anche la posizione della società Pedema riferibile all'ex assessore Alfonso Marrazzo, accusato di aver tentato di condizionare le amministrative del 2020. Dopo il deposito dei faldoni, il Tar fisserà l'udienza decisiva per il ripristino o la conferma dello scioglimento.
I giudici amministrativi del Tar del Lazio, riuniti in camera di consiglio, hanno accolto le richieste avanzate dall'ex sindaco e difese dall'avvocato Guido Lenza, imponendo al Ministero dell'Interno e alla Presidenza del Consiglio la consegna degli atti istruttori integrali come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Pagani, il Tar sblocca il ricorso sul Comune sciolto
Il tribunale romano ha fissato un perentorio termine di 30 giorni entro cui l'amministrazione statale dovrà esibire tutti i faldoni della procedura privi di oscuramenti o trattini di censura, seppur nel rispetto delle prassi di riservatezza per la documentazione classificata. L'ex fascia tricolore Raffaele De Prisco potrà così visionare la dettagliata informativa firmata dal Prefetto di Salerno, i verbali del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza dello scorso 5 febbraio, gli ordini di servizio della commissione d'accesso e l'intero resoconto sulle attività svolte nei corridoi del palazzo municipale.Il provvedimento punitivo scattato lo scorso aprile poggiava sulle risultanze delle indagini condotte dalla Dda salernitana contro il clan Fezza-De Vivo. Le relazioni degli ispettori avevano evidenziato l'infiltrazione della criminalità organizzata nella gestione della cosa pubblica tra il 2017 e il 2022, ponendo sotto la lente d'ingrandimento le commesse senza gara per le sanificazioni anti-Covid, le manutenzioni cimiteriali e la pulizia urbana.
Tra i nodi centrali figura anche la posizione della società Pedema riferibile all'ex assessore Alfonso Marrazzo, accusato di aver tentato di condizionare le amministrative del 2020. Dopo il deposito dei faldoni, il Tar fisserà l'udienza decisiva per il ripristino o la conferma dello scioglimento.

