Giro di vite contro il clan di Cava de' Tirreni: stangata per l'erede del boss che comandava dal carcere

Si è concluso con un'imponente pena detentiva il processo di primo grado celebrato a Nocera Inferiore a carico di Vincenzo Zullo, 45enne originario di Cava de' Tirreni come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
I giudici della seconda sezione del tribunale nocerino hanno inflitto undici anni di carcere all'imputato, considerato il primogenito e successore del capoclan Dante Zullo. L'impianto accusatorio, formulato e difeso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, ha dimostrato come l'uomo fosse in grado di dirigere dal proprio posto di detenzione un giro di prestiti a tassi usurai e richieste estorsive sul territorio cavese.
Le indagini della Squadra Mobile, nate da una più vasta operazione antidroga tra Basilicata e Puglia, hanno documentato anche il prelievo di pizzo ai danni dei pusher attivi nella frazione di Santa Lucia a Cava de' Tirreni. Il procedimento prosegue per altri tre presunti complici che hanno scelto il dibattimento ordinario, mentre la deposizione della sentenza completa avverrà entro novanta giorni.
I giudici della seconda sezione del tribunale nocerino hanno inflitto undici anni di carcere all'imputato, considerato il primogenito e successore del capoclan Dante Zullo. L'impianto accusatorio, formulato e difeso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, ha dimostrato come l'uomo fosse in grado di dirigere dal proprio posto di detenzione un giro di prestiti a tassi usurai e richieste estorsive sul territorio cavese.
Giro di vite contro il clan di Cava de' Tirreni: stangata per l'erede del boss
La struttura criminale si avvaleva di apparati di telefonia mobile forniti di utenze fittizie intestate a un cittadino straniero del Bangladesh. Attraverso questo canale di comunicazione riservato, il quarantacinquenne impartiva ordini ai suoi emissari per intimidire imprenditori locali, tra cui un distributore di giocattoli costretto a versare tassi usurai sproporzionati su un debito iniziale di quarantamila euro.Le indagini della Squadra Mobile, nate da una più vasta operazione antidroga tra Basilicata e Puglia, hanno documentato anche il prelievo di pizzo ai danni dei pusher attivi nella frazione di Santa Lucia a Cava de' Tirreni. Il procedimento prosegue per altri tre presunti complici che hanno scelto il dibattimento ordinario, mentre la deposizione della sentenza completa avverrà entro novanta giorni.




