Paestum, cala il sipario sulla 28ª BMTA: grande partecipazione e nuove ipotesi sui popoli del Mediterraneo
Alessia BenincasaPubblicato il

Dal 29 ottobre al 1° novembre la manifestazione ha riunito rappresentanti delle istituzioni, professionisti del turismo, responsabili museali, studiosi di archeologia e operatori dell'informazione. Un'occasione di confronto nella quale innovazione tecnologica e intelligenza artificiale si sono intrecciate con la memoria storica.
La rassegna, tenutasi dal 29 ottobre al 1° novembre, ha coinvolto numerosi esponenti del mondo istituzionale, del turismo, della direzione museale, della ricerca archeologica e del giornalismo. Durante gli incontri, le tecnologie più recenti e l'intelligenza artificiale hanno trovato spazio accanto ai temi legati alla storia.
Tra gli argomenti affrontati nelle sessioni finali ha avuto particolare rilievo il ruolo del Mediterraneo, considerato non soltanto come area geografica, ma anche come luogo che, fin dall'antichità, ha favorito relazioni, commerci e contaminazioni culturali tra popoli differenti.
Il confronto, moderato da Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera, ha dato vita a una discussione scientifica stimolata dall'intervento del grecista Louis Godart. Lo studioso ha avanzato una ricostruzione affascinante e ancora oggetto di controversie: i temibili pirati Sherden, ritenuti responsabili della caduta delle civiltà micenea e ittita nel Mediterraneo orientale, potrebbero identificarsi con le popolazioni sarde dell'epoca nuragica.
A sostegno della propria interpretazione, Godart ha richiamato il ritrovamento di manufatti provenienti dalla Sardegna a Cnosso, a Cipro e lungo le coste dell'attuale area israelo-palestinese. Ha inoltre evidenziato le somiglianze tra le immagini dei combattenti dell'area egea e le statuette bronzee della civiltà nuragica.
Il mondo dell'archeologia mantiene tuttavia un atteggiamento prudente su questa ricostruzione, che continua a suscitare discussioni. La prossima esposizione sarà proprio orientata a riunire le testimonianze utili a verificare sul piano scientifico questo possibile collegamento.
Il riconoscimento è stato attribuito per il lavoro svolto dalla dirigente e archeologa nella salvaguardia dei beni culturali e per la capacità di guida dimostrata alla direzione del Parco Archeologico del Colosseo, realtà riconosciuta come esempio di eccellenza su scala internazionale.
Nelle motivazioni è stato sottolineato il suo impegno costante nella diffusione della cultura archeologica, considerata un bene appartenente a tutti e un mezzo essenziale per favorire il dialogo tra le diverse comunità.
La qualità degli appuntamenti ha trovato riscontro anche nei dati relativi alla partecipazione. L'edizione appena conclusa ha registrato 8.500 visitatori e la presenza di 150 espositori, distribuiti in un'area di 5.000 metri quadrati. Rappresentati complessivamente 15 territori regionali e 10 nazioni straniere.
Il calendario ha compreso 170 conferenze, con 750 relatori, e incontri commerciali ai quali hanno preso parte 20 buyer di rilievo nazionale ed europeo. A completare il quadro, la partecipazione di 2.200 studenti.
Paestum, cala il sipario sulla 28ª BMTA: grande partecipazione e nuove ipotesi sui popoli del Mediterraneo
Si è conclusa a Paestum, l'antica Poseidonia della Magna Grecia, la ventottesima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, appuntamento che si conferma un riferimento internazionale per il comparto della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale.La rassegna, tenutasi dal 29 ottobre al 1° novembre, ha coinvolto numerosi esponenti del mondo istituzionale, del turismo, della direzione museale, della ricerca archeologica e del giornalismo. Durante gli incontri, le tecnologie più recenti e l'intelligenza artificiale hanno trovato spazio accanto ai temi legati alla storia.
Tra gli argomenti affrontati nelle sessioni finali ha avuto particolare rilievo il ruolo del Mediterraneo, considerato non soltanto come area geografica, ma anche come luogo che, fin dall'antichità, ha favorito relazioni, commerci e contaminazioni culturali tra popoli differenti.
L'enigma degli antichi popoli del mare
Uno degli appuntamenti più significativi dell'ultima giornata è stato dedicato alla presentazione di un importante programma di ricerca realizzato congiuntamente dalla Fondazione Mont’e Prama di Cabras, in Sardegna, e dal Museo Archeologico Nazionale di Madrid.Il confronto, moderato da Paolo Conti, editorialista del Corriere della Sera, ha dato vita a una discussione scientifica stimolata dall'intervento del grecista Louis Godart. Lo studioso ha avanzato una ricostruzione affascinante e ancora oggetto di controversie: i temibili pirati Sherden, ritenuti responsabili della caduta delle civiltà micenea e ittita nel Mediterraneo orientale, potrebbero identificarsi con le popolazioni sarde dell'epoca nuragica.
A sostegno della propria interpretazione, Godart ha richiamato il ritrovamento di manufatti provenienti dalla Sardegna a Cnosso, a Cipro e lungo le coste dell'attuale area israelo-palestinese. Ha inoltre evidenziato le somiglianze tra le immagini dei combattenti dell'area egea e le statuette bronzee della civiltà nuragica.
Il mondo dell'archeologia mantiene tuttavia un atteggiamento prudente su questa ricostruzione, che continua a suscitare discussioni. La prossima esposizione sarà proprio orientata a riunire le testimonianze utili a verificare sul piano scientifico questo possibile collegamento.
Il Premio Paestum assegnato ad Alfonsina Russo
Tra i momenti di maggiore rilievo istituzionale della manifestazione c'è stata la consegna del Premio Paestum ad Alfonsina Russo, che ricopre attualmente l'incarico di Capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura.Il riconoscimento è stato attribuito per il lavoro svolto dalla dirigente e archeologa nella salvaguardia dei beni culturali e per la capacità di guida dimostrata alla direzione del Parco Archeologico del Colosseo, realtà riconosciuta come esempio di eccellenza su scala internazionale.
Nelle motivazioni è stato sottolineato il suo impegno costante nella diffusione della cultura archeologica, considerata un bene appartenente a tutti e un mezzo essenziale per favorire il dialogo tra le diverse comunità.
Il bilancio della manifestazione: tutti i dati della 28ª edizione
La soddisfazione per l'esito della Borsa è stata espressa anche da Ugo Picarelli, fondatore e direttore della BMTA. Il responsabile ha rivolto un ringraziamento per il sostegno condiviso assicurato dalla presenza dei Ministeri della Cultura e degli Affari Esteri, oltre che per l'accoglienza riservata dall'Assessorato al Turismo della Regione Campania.La qualità degli appuntamenti ha trovato riscontro anche nei dati relativi alla partecipazione. L'edizione appena conclusa ha registrato 8.500 visitatori e la presenza di 150 espositori, distribuiti in un'area di 5.000 metri quadrati. Rappresentati complessivamente 15 territori regionali e 10 nazioni straniere.
Il calendario ha compreso 170 conferenze, con 750 relatori, e incontri commerciali ai quali hanno preso parte 20 buyer di rilievo nazionale ed europeo. A completare il quadro, la partecipazione di 2.200 studenti.




