Cronaca

«Il Pronto Soccorso rischia di restare con un solo chirurgo»: è allarme all'Ospedale Costa d'Amalfi, i sindaci chiedono un intervento immediato

Martina Francione
«Il Pronto Soccorso rischia di restare con un solo chirurgo»: è allarme all'Ospedale Costa d'Amalfi, i sindaci chiedono un intervento immediato
Il Pronto Soccorso dell'Ospedale Costa d'Amalfi rischia di restare con un solo chirurgo a gestire le emergenze quando gli altri medici devono accompagnare i pazienti durante i trasferimenti in ambulanza. È la criticità denunciata dalla Conferenza dei Sindaci della Costiera Amalfitana, che torna a chiedere un intervento urgente ai vertici dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona di Salerno. Secondo gli amministratori locali, l'organizzazione provvisoria dell'assistenza sanitaria nel presidio di Castiglione non garantirebbe condizioni adeguate di sicurezza per cittadini e turisti.

Ospedale Costa d'Amalfi, allarme dei sindaci: «Il Pronto Soccorso rischia di restare con un solo chirurgo»

Il problema riguarda soprattutto la gestione delle emergenze quando si rende necessario trasferire un paziente in ambulanza con l'assistenza di un medico. In queste circostanze, secondo quanto denunciato dalla Conferenza dei Sindaci, l'allontanamento dell'internista o del cardiologo può lasciare il Pronto Soccorso privo di figure specialistiche fondamentali, con il solo chirurgo a garantire l'assistenza ai pazienti presenti.

Una condizione che desta particolare preoccupazione in caso di accesso di persone con patologie cardiache o altre necessità che richiedano competenze internistiche. Il problema è stato segnalato formalmente il 19 ottobre attraverso una lettera indirizzata alla direzione dell'Azienda Ospedaliera salernitana e sottoscritta dal presidente della Conferenza dei Sindaci della Costa d'Amalfi, Fortunato Della Monica, e dal delegato alla Sanità, Andrea Reale.

Gli amministratori descrivono una situazione che, a loro giudizio, espone il presidio ospedaliero a criticità organizzative non più rinviabili. «In queste condizioni il nostro Presidio Ospedaliero diventa estremamente pericoloso per l'utenza», si legge nella comunicazione.

Il nodo dei rianimatori e il piano provvisorio che non funziona

Al centro della contestazione c'è il mancato funzionamento della soluzione temporanea concordata durante un precedente incontro istituzionale, in attesa del completamento delle procedure concorsuali per il personale medico.

L'intesa avrebbe dovuto consentire una gestione delle emergenze attraverso la collaborazione tra i professionisti presenti in servizio. Nella pratica, però, secondo quanto riferito dai sindaci, questo meccanismo non starebbe funzionando. 

La difficoltà riguarda il ruolo dei medici rianimatori, che, stando alla ricostruzione contenuta nella lettera, non garantirebbero la collaborazione richiesta per sopperire all'assenza dell'internista o del cardiologo impegnato nell'assistenza durante un trasferimento.

La Conferenza dei Sindaci riferisce che i rianimatori avrebbero motivato tale posizione richiamando limiti contrattuali, assicurativi e di competenza professionale, circoscrivendo il proprio intervento alle attività strettamente pertinenti alla specializzazione.

Nella nota viene riportata anche una formula utilizzata nei documenti di consulenza: «Il paziente non necessita di terapia intensiva rianimatoria». Una volta conclusa la valutazione di propria competenza, secondo quanto segnalato dagli amministratori, i rianimatori lascerebbero il Pronto Soccorso senza assumere le ulteriori funzioni previste dall'organizzazione provvisoria. Di conseguenza, il piano individuato per fronteggiare la carenza di personale non assicurerebbe la copertura assistenziale sulla quale si era fatto affidamento.

La richiesta al Ruggi: ripristinare subito internista e cardiologo 

Per superare le difficoltà, i sindaci indicano una soluzione precisa: tornare immediatamente all'organizzazione medica precedente, ritenuta già essenziale per garantire il funzionamento della struttura. 

La richiesta è quella di assicurare contemporaneamente la presenza di un internista e di un cardiologo, oltre alle figure del chirurgo, del rianimatore e del radiologo. «L'unica soluzione praticabile sia l'immediato ripristino dell'assetto medico preesistente, già di per sé minimo», scrivono Della Monica e Reale nella comunicazione indirizzata alla direzione ospedaliera.

Secondo la Conferenza, attendere l'espletamento dei concorsi senza modificare l'attuale organizzazione significherebbe prolungare una situazione considerata inadeguata alle necessità del presidio. La richiesta assume particolare rilievo anche alla luce dell'incremento degli accessi registrato in questo periodo, richiamato espressamente nella lettera.

I sindaci temono conseguenze per cittadini, turisti e territorio

La preoccupazione degli amministratori non riguarda soltanto le difficoltà quotidiane del personale sanitario, ma soprattutto le possibili conseguenze sulla qualità dell'assistenza. Il presidio di Castiglione rappresenta un punto di riferimento per la popolazione della Costiera Amalfitana e per le persone che soggiornano sul territorio. La Conferenza dei Sindaci ritiene quindi indispensabile garantire una presenza medica adeguata anche quando si rendono necessari trasferimenti verso altre strutture.

Nella lettera viene sottolineata la necessità di una «soluzione ad horas», per evitare che le criticità organizzative possano determinare gravi conseguenze per i pazienti. Gli amministratori prospettano inoltre il rischio di contestazioni, denunce e ripercussioni sull'immagine del territorio, con possibili effetti negativi anche sul turismo. Pur utilizzando toni di forte preoccupazione, Della Monica e Reale ribadiscono di voler mantenere un rapporto di collaborazione istituzionale con l'Azienda Ospedaliera.

Attesa una risposta dalla direzione sanitaria 

La Conferenza dei Sindaci chiede ora un riscontro tempestivo da parte dei vertici del Ruggi e un intervento capace di superare le difficoltà segnalate. Il punto centrale resta la copertura dei turni e la disponibilità delle figure mediche necessarie ad affrontare contemporaneamente le emergenze del Pronto Soccorso e le esigenze dei pazienti da trasferire.

Per gli amministratori della Costiera, il ripristino dell'organizzazione precedente rappresenta la misura immediata per garantire maggiore continuità nell'assistenza, almeno fino all'arrivo di nuovo personale attraverso le procedure concorsuali.

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