Ospedale San Luca tra speranza università e protesta dei lavoratori a Vallo della Lucania

Il presidio sanitario di Vallo della Lucania si trova al centro di un duplice fermento: da un lato la spinta civica per l'insediamento di una sede accademica, dall'altro la grave vertenza sindacale esplosa tra le corsie della struttura come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Di contro, si registrano fortissime tensioni sul piano dell'operatività assistenziale. La sigla Nursind Salerno ha formalizzato lo stato di agitazione delle maestranze a seguito dell'incontro con i lavoratori tenutosi il 13 ottobre, sollecitando l'attivazione dei protocolli di conciliazione. La protesta prende di mira il drastico deficit di risorse umane che penalizza svariati reparti — tra cui Ortopedia, Neurochirurgia, Pediatria e le sale operatorie —, traducendosi in turnazioni stremanti, ricorso massiccio al lavoro straordinario e stazionamento dei degenti in barella. Le parti sociali pretendono dall'Azienda Sanitaria Locale una ricognizione immediata delle piante organiche e nuove assunzioni per salvaguardare i livelli essenziali di assistenza nel Cilento.
Ospedale San Luca tra speranza università e protesta
Sul versante dello sviluppo, l'organizzazione Campus Mediterraneo, rappresentata dal presidente Gennaro Maio e dall'amministratore delegato Domenico Nicoletti, ha promosso una sottoscrizione pubblica presso i locali della Pro Loco Gelbison. L'iniziativa punta a integrare il nosocomio vallese nel circuito didattico della Facoltà di Medicina dell'Ateneo salernitano nell'ambito della futura programmazione sanitaria della Regione Campania, opzione verso la quale si è mostrato favorevole anche il governatore Roberto Fico. Tra le personalità illustri ad aver già siglato la petizione figurano il presule Vincenzo Calvosa, il luminare della neurochirurgia Pantaleo Romanelli e la massima autorità cittadina Carmine Laurito, a capo anche dell'ente montano Gelbison.Di contro, si registrano fortissime tensioni sul piano dell'operatività assistenziale. La sigla Nursind Salerno ha formalizzato lo stato di agitazione delle maestranze a seguito dell'incontro con i lavoratori tenutosi il 13 ottobre, sollecitando l'attivazione dei protocolli di conciliazione. La protesta prende di mira il drastico deficit di risorse umane che penalizza svariati reparti — tra cui Ortopedia, Neurochirurgia, Pediatria e le sale operatorie —, traducendosi in turnazioni stremanti, ricorso massiccio al lavoro straordinario e stazionamento dei degenti in barella. Le parti sociali pretendono dall'Azienda Sanitaria Locale una ricognizione immediata delle piante organiche e nuove assunzioni per salvaguardare i livelli essenziali di assistenza nel Cilento.




