Sono passati pochi giorni dal terribile
omicidio di
Willy Monteiro Duarte, il
ragazzo 21enne ucciso a
Colleferro. Willy è stato
ucciso dalle
percosse ricevute da
quattro ragazzi, alcuni dei quali praticanti di arti marziali. La polemica si è sviluppata proprio su queste ultime, le
arti marziali sarebbero ora accusate di essere uno sport che istiga la violenza e che trasforma chi le pratica in una macchina da guerra. Ma è davvero così?
Omicidio Willy Monteiro, polemica sulle arti marziali: ecco perché è insensata
Procediamo per gradi, analizzando un interessante
esperimento condotto nel
1999 negli
USA dalla
Rocky Mountain Combat Application Training. L’esperimento si svolse in questo modo: furono scelti tra i migliori artisti marziali degli USA di varie discipline (karate, judo, muay thai, kickboxing ecc.) che vennero messi dinanzi a una prova: difendersi da un
bullo picchiatore da strada che avrebbe provato ad aggredirli e rapinarli.
L'esperimento
I
risultati furono
sorprendenti. Quasi nessuno degli artisti marziali fu in grado di contrastare efficacemente l’azione delittuosa del delinquente, quasi tutti le presero di santa ragione, non riuscendo ad anticipare le mosse né a bloccare i colpi del malvivente. Perché tutto questo? La spiegazione sarebbe semplice. Sebbene si trattava di atleti estremamente preparati fisicamente e tecnicamente, non erano abituati all’adrenalina e alla paura che porta con sé un vero combattimento da strada e al momento di reagire, hanno ceduto alla paura.
Il risultato
In sintesi, un’
artista marziali sebbene esperto e
preparato non è in grado di mettere al tappeto una persona
abituata al
combattimento in
strada. Con questo esperimento è più semplice dimostrare come, nel caso del povero Willy, le arti marziali praticate dai suoi
assassini non hanno giocato nessun ruolo e, pertanto, la
polemica che ne deriva è
sterile.
Le arti marziali non rendono una persona pericolosa, viceversa, vivere in un contesto culturalmente degradato e carente di valori, fatto solo di risse e violenza può farlo eccome. Non sono state le arti marziali a uccidere il povero Willy, è stata l’
ignoranza dei suoi
assassini.
Il sito del Ministero della Salute