Omicidio di Walter Avallone: in auto fino ad Agropoli con il presunto assassino, poi lo sparo e la fuga a piedi con due borsoni

Le immagini di videosorveglianza potrebbero aver ricostruito una parte decisiva delle ultime ore di Walter Avallone, il 55enne di Eboli trovato morto martedì mattina all’interno della sua Ford B-Max nel parcheggio della baia di Trentova, ad Agropoli. Secondo quanto emergerebbe dagli accertamenti, la vittima non sarebbe arrivata da sola: accanto a lui ci sarebbe stato l’uomo che, poco dopo, lo avrebbe ucciso con un colpo di pistola alla gola. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Omicidio di Walter Avallone, le telecamere ricostruiscono le ultime ore: ad Agropoli sarebbe arrivato con il suo assassino
I carabinieri della Compagnia di Agropoli, su delega della Procura di Vallo della Lucania, avrebbero ricostruito attraverso le telecamere il percorso della Ford B-Max dalla zona di Eboli fino ad Agropoli.
A bordo dell’auto ci sarebbero stati due uomini che si conoscevano. Una volta raggiunto il parcheggio nei pressi dell’oasi naturalistica di Trentova, si sarebbe consumato il delitto. Pochi minuti dopo l’arrivo, il secondo uomo avrebbe sparato ad Avallone al collo, uccidendolo. Subito dopo sarebbe sceso dalla vettura e si sarebbe allontanato a piedi verso Belvedere, facendo perdere le proprie tracce. Prima di fuggire avrebbe inoltre prelevato due borsoni dal portabagagli dell’automobile. La Procura mantiene comunque il massimo riserbo sulla ricostruzione e, al momento, nessuna pista investigativa viene esclusa.
Chi era Walter Avallone e perché si trovava ad Agropoli
Avallone, 55 anni, era incensurato e lavorava come metronotte nella Piana del Sele. Agropoli non rientrava quindi nella zona in cui svolgeva abitualmente il proprio servizio. Separato e padre di due figlie, l’uomo sarebbe arrivato a Trentova nel cuore della notte tra lunedì e martedì. Gli investigatori stanno cercando di capire con chi avesse deciso di raggiungere la zona e soprattutto quale fosse il motivo dell’appuntamento.
Nelle ore successive al ritrovamento del corpo sono stati ascoltati familiari e conoscenti. Le indagini stanno passando al vaglio i rapporti personali e professionali del vigilante, ma dai primi riscontri non sarebbero ancora emersi elementi sufficienti per individuare con certezza il movente.
Le indagini
Nelle prime ore dopo il ritrovamento si era ipotizzato che la profonda ferita al collo potesse essere stata provocata da un’arma da taglio. Gli accertamenti successivi avrebbero invece indirizzato gli investigatori verso una dinamica differente: Avallone sarebbe stato ucciso da un solo colpo d’arma da fuoco al collo.
Gli approfondimenti medico-legali sono stati affidati ad Adamo Maiese, che martedì mattina ha effettuato un primo esame esterno sul corpo. Gli ulteriori accertamenti dovranno stabilire con precisione sia la causa del decesso sia l’orario della morte, che risalirebbe comunque a diverse ore prima del ritrovamento avvenuto intorno alle 10.30.
Mancano l’arma e il cellulare della vittima
Restano aperti altri due interrogativi importanti. L’arma utilizzata per l’omicidio non è stata trovata all’interno della Ford B-Max. Gli investigatori stanno verificando anche la possibilità che possa trattarsi della pistola in dotazione ad Avallone per il suo lavoro di vigilante.
Non è stato rinvenuto neppure il telefono cellulare del 55enne. La vettura è stata sequestrata dalla Procura e sottoposta ad approfonditi rilievi. I carabinieri della Stazione di Agropoli e del Nucleo operativo e radiomobile hanno perlustrato anche l’area circostante alla ricerca dell’arma e di altri elementi utili.
Sul posto hanno lavorato per diverse ore gli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche di Salerno, impegnati nella ricerca di impronte, tracce biologiche e reperti che possano consentire di identificare l’autore dell’omicidio.




