Campania

Neonato morto dopo il parto all'ospedale di Castellammare: annullati i domiciliari per la primaria di Ginecologia

Martina FrancioneAggiornato il
Neonato morto dopo il parto all'ospedale di Castellammare: annullati i domiciliari per la primaria di Ginecologia
Non sarà più sottoposta agli arresti domiciliari la primaria pro tempore del reparto di Ginecologia dell'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, coinvolta nell'inchiesta sulla morte di un neonato avvenuta nel marzo 2024. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha accolto il ricorso presentato dalla difesa, annullando la precedente ordinanza cautelare. Per la professionista è stata disposta l'interdizione dall'esercizio della professione per dodici mesi, misura applicata anche agli altri cinque indagati.

Neonato morto all'ospedale di Castellammare: annullati i domiciliari per la primaria di Ginecologia

La vicenda giudiziaria riguarda il decesso di un bambino avvenuto nel 2024 all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, in seguito a complicazioni successive al parto. L'inchiesta aveva portato, all'inizio di ottobre, all'arresto della dottoressa, che all'epoca dei fatti ricopriva l'incarico di primaria pro tempore del reparto di Ginecologia.

La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata ora annullata dai giudici del Riesame, che hanno accolto le argomentazioni presentate dagli avvocati Alfredo Sorge e Guido Sciacca. La decisione modifica quindi la posizione cautelare della professionista, sostituendo i domiciliari con il divieto di esercitare l'attività professionale per un anno. Lo stesso provvedimento interdittivo, della durata di dodici mesi, riguarda anche gli altri cinque indagati coinvolti nel procedimento.

Il sospetto del nodo al cordone ombelicale per depistare le indagini

Uno degli aspetti più delicati dell'inchiesta riguarda quanto sarebbe accaduto dopo la morte del neonato, avvenuta nel marzo 2024. Secondo l'ipotesi investigativa, successivamente al decesso sarebbe stato realizzato artificialmente un nodo sul cordone ombelicale del bambino, con il presunto obiettivo di alterare la ricostruzione dell'accaduto e depistare gli accertamenti.

Gli investigatori avevano inoltre ipotizzato che lo stesso cordone fosse stato immediatamente smaltito, con modalità ritenute non conformi alle procedure normalmente seguite nelle strutture ospedaliere. Circostanze che hanno assunto rilievo nell'indagine e che dovranno essere valutate nel corso del procedimento giudiziario.

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