Raccordo Salerno-Avellino, dopo l'incidente al cavalcavia si riaccende il caso della terza corsia: «Mancano 60 milioni»

Il grave incidente sul raccordo Salerno-Avellino riaccende il confronto sulla realizzazione della terza corsia. Dopo l'impatto di un mezzo pesante contro un cavalcavia, che ha provocato il distacco di una parte della struttura e il blocco della circolazione, la sindaca di Baronissi Anna Petta e il sindacalista della Cisal Metalmeccanici Gigi Vicinanza chiedono al Governo di stanziare i 60 milioni di euro ritenuti necessari per completare il finanziamento dell'opera. Un intervento atteso da anni e destinato a migliorare la mobilità lungo una delle principali arterie della provincia di Salerno.
L'appello arriva dopo la giornata di giovedì 29 ottobre, quando l'incidente ha costretto alla chiusura temporanea del raccordo, con pesanti ripercussioni sul traffico della Valle dell'Irno.
Incidente sul raccordo Salerno-Avellino, cavalcavia danneggiato e traffico paralizzato
L'episodio si è verificato nel tratto compreso tra Salerno e Baronissi, dove un mezzo pesante che trasportava un escavatore ha urtato un cavalcavia. La collisione ha causato il distacco di alcuni elementi della struttura, precipitati sulla carreggiata e provocando il danneggiamento di un'automobile in transito.
Per consentire le verifiche tecniche e la messa in sicurezza, il raccordo è stato temporaneamente chiuso in entrambe le direzioni. Il traffico è stato deviato verso percorsi alternativi, con conseguenti rallentamenti sulle strade comunali e provinciali. La gestione dell'emergenza ha richiesto l'intervento delle forze dell'ordine, del personale ANAS e delle strutture di soccorso.
La circolazione sul raccordo è stata ripristinata nella tarda serata del 29 ottobre, dopo le operazioni di messa in sicurezza. La parte superiore del cavalcavia è stata invece sottoposta a sequestro.
Terza corsia Salerno-Avellino, il progetto da 400 milioni e i fondi mancanti
L'incidente ha riportato al centro dell'attenzione il progetto di ampliamento del raccordo nel tratto Salerno Fratte-Mercato San Severino, da tempo oggetto di confronto tra gli enti locali e ANAS. Secondo quanto riferito dalla sindaca Anna Petta, la Regione Campania ha già destinato circa 400 milioni di euro attraverso i fondi per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), destinati ai primi due lotti dell'intervento.
L'iter progettuale avrebbe raggiunto una fase autorizzativa avanzata, anche grazie al coinvolgimento dei Comuni di Baronissi, Pellezzano, Fisciano e Salerno. A impedire il completamento della copertura finanziaria sarebbero però ulteriori 60 milioni di euro, che, secondo la ricostruzione della prima cittadina, non sono stati stanziati dal Governo.
La mancata disponibilità delle risorse avrebbe contribuito all'esclusione dell'opera dal Contratto di Programma tra ANAS e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Anna Petta: «La sicurezza dei cittadini non può aspettare»
La sindaca di Baronissi chiede un intervento immediato delle istituzioni nazionali per superare lo stallo finanziario. Petta considera difficile giustificare il rinvio di un'infrastruttura che dispone già, secondo quanto dichiarato, di una parte consistente delle risorse necessarie.
«Non possiamo più attendere. Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze, intervenendo soltanto quando si verificano incidenti e disagi», ha dichiarato la prima cittadina.
La sindaca sottolinea inoltre il lavoro svolto dalle amministrazioni locali per accompagnare il progetto e richiama l'attenzione sulle conseguenze che i problemi della viabilità producono quotidianamente sui residenti.
La richiesta è rivolta al Governo, al Ministero delle Infrastrutture e ad ANAS, affinché venga individuata una soluzione per completare il finanziamento e definire tempi certi per l'avvio dei cantieri.
Gigi Vicinanza (Cisal): «Disagi per lavoratori, studenti e autotrasportatori»
Alle richieste dell'amministrazione comunale si aggiunge la posizione di Gigi Vicinanza, componente della segreteria nazionale della Cisal Metalmeccanici. Il rappresentante sindacale evidenzia le difficoltà affrontate ogni giorno da migliaia di persone che percorrono il raccordo per raggiungere luoghi di lavoro, scuole e attività produttive.
Secondo Vicinanza, le criticità della mobilità incidono anche sull'economia del territorio, penalizzando il trasporto delle merci e i collegamenti tra la provincia di Salerno e l'Irpinia. La richiesta del sindacalista è di accelerare gli interventi infrastrutturali, evitando ulteriori rinvii per un collegamento considerato essenziale per l'intera area.
Raccordo Salerno-Avellino, la richiesta di tempi certi per i lavori
Il confronto si concentra ora sulla possibilità di reperire i finanziamenti mancanti e completare il percorso necessario alla realizzazione della terza corsia. Per la sindaca Petta e il rappresentante della Cisal, l'episodio del cavalcavia dimostra quanto rapidamente un'interruzione del raccordo possa ripercuotersi sull'intera rete stradale locale.
L'incidente, provocato dall'urto del carico trasportato dal mezzo pesante, non dimostra di per sé una carenza strutturale dell'arteria, ma ha evidenziato le conseguenze di una sua chiusura sulla mobilità del territorio. L'obiettivo indicato dagli amministratori e dalle rappresentanze sindacali è ottenere una programmazione definitiva dell'ampliamento, con risorse disponibili e un calendario verificabile per l'apertura dei cantieri.




