Cronaca

Scontri nei cortei, De Luca difende la polizia e attacca i violenti: «Oscurano le ragioni delle proteste»

Carla Castellano
Scontri nei cortei, De Luca difende la polizia e attacca i violenti: «Oscurano le ragioni delle proteste»

Il diritto di manifestare deve essere garantito, ma chi aggredisce gli agenti e provoca disordini finisce per danneggiare le stesse cause che sostiene. È il messaggio lanciato dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca durante la consueta diretta social settimanale di oggi. Il primo cittadino è intervenuto sulle tensioni registrate durante le manifestazioni, difendendo l'operato delle forze dell'ordine e rivolgendosi ai sindacati affinché organizzino servizi d'ordine capaci di isolare eventuali responsabili di violenze. Non sono mancate parole polemiche sul caso Youssef Siher.

Nel suo intervento, De Luca ha distinto le mobilitazioni pacifiche dagli episodi di aggressione, citando come esempio positivo i recenti cortei studenteschi organizzati a Salerno.

De Luca sugli scontri in piazza: «Nessuno copra aggressioni e devastazioni»

Il sindaco ha ribadito il valore democratico delle manifestazioni, soffermandosi in particolare sulle iniziative di solidarietà con Gaza e con il popolo palestinese. Secondo De Luca, queste mobilitazioni rappresentano una componente importante della partecipazione civile, purché si svolgano nel rispetto delle persone e delle istituzioni.

«Manifestate quando, dove e come volete, ma nessuno copra delinquenti, aggressioni e devastazioni», ha dichiarato. Il primo cittadino ha quindi invitato le organizzazioni sindacali a predisporre adeguati servizi d'ordine durante i cortei, per evitare che comportamenti violenti compromettano manifestazioni nate con finalità pacifiche.

La difesa degli agenti e la battuta sulle proteste di Bologna

Un passaggio della diretta è stato dedicato alle forze dell'ordine, chiamate a gestire le situazioni di tensione nelle piazze. De Luca ha ricordato che molti poliziotti provengono da famiglie di condizioni economiche modeste, sottolineando il loro diritto a difendersi in caso di aggressione.

«Che cosa dovrebbe fare un poliziotto quando viene aggredito con spranghe, chiavi inglesi e pietre? Avrà il diritto di tutelare la propria incolumità?», ha domandato.

Il sindaco ha poi risposto con sarcasmo alle critiche rivolte agli interventi della polizia durante alcune manifestazioni a Bologna. Riferendosi alle «mammine di Bologna», ha ironizzato sulla possibilità di sostituire l'equipaggiamento antisommossa con «un panierino di petali di rose», utilizzando la battuta per contestare le posizioni che, a suo giudizio, non tengono adeguatamente conto dei rischi affrontati dagli agenti.

Caso Youssef Siher, De Luca commenta la scarcerazione

Nel corso della trasmissione, Vincenzo De Luca è tornato anche sulla vicenda giudiziaria di Youssef Siher, affrontando il tema della sua scarcerazione. Il sindaco ha premesso di rispettare la decisione del magistrato, adottata in assenza di elementi ritenuti sufficienti a sostenere l'accusa di terrorismo.

Ha però espresso forti critiche nei confronti del giovane, ricorrendo a una delle sue consuete espressioni polemiche. «Siamo passati da Che Guevara a Youssef. Non ci sono più neanche i rivoluzionari, abbiamo queste mezze pippe», ha affermato.

De Luca ha inoltre sostenuto che la decisione giudiziaria non escluderebbe, a suo parere, possibili profili di pericolosità, rivolgendo un avvertimento ai giovani manifestanti: «Non lo invitate alle manifestazioni, passate un guaio». Le considerazioni del sindaco costituiscono valutazioni personali e non modificano il quadro giudiziario della vicenda.

L'appello ai manifestanti: «La violenza danneggia le battaglie sociali»

Nella parte conclusiva dell'intervento, De Luca ha richiamato l'attenzione sulle conseguenze politiche e sociali degli scontri. Secondo il sindaco, chi trasforma una manifestazione in un'occasione di violenza finisce per spostare l'attenzione pubblica dalle rivendicazioni dei partecipanti agli incidenti.

Un comportamento che, a suo giudizio, indebolisce la credibilità delle mobilitazioni e penalizza quanti scendono in piazza pacificamente per sostenere le proprie idee. Il messaggio rivolto a sindacati e manifestanti è quindi quello di salvaguardare il diritto alla protesta, impedendo che aggressioni e devastazioni ne compromettano il significato.

Condividi

Leggi anche