Il comitato di esperti riunito all’Ospedale Monaldi ha espresso un parere negativo sulla possibilità di procedere con un secondo trapianto di cuore per il bambino di due anni e mezzo, che lo scorso dicembre aveva ricevuto un organo risultato danneggiato durante la fase di espianto.
Fino a ieri, la madre e l’équipe medica avevano valutato l’eventualità di un secondo intervento, unica possibilità rimasta a disposizione per tentare di salvare il bambino. Tuttavia, il parere negativo degli specialisti ha reso impraticabile questa opzione, aprendo la strada alla necessità di rivalutare percorsi alternativi di supporto clinico e assistenza palliativa.
Al momento, il piccolo resta sotto stretto monitoraggio nell’unità di terapia intensiva pediatrica del Monaldi, con l’équipe medica che prosegue nel garantire tutte le cure necessarie per stabilizzare le funzioni vitali e limitare le complicanze derivanti dalla condizione cardiaca e dalle altre criticità.
La vicenda aveva attirato l’attenzione nazionale, suscitando mobilitazioni e appelli a sostegno del piccolo Domenico, nonché contatti istituzionali diretti, tra cui quelli della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del presidente della Regione Campania Roberto Fico, che avevano espresso vicinanza alla famiglia.
Parere negativo al nuovo trapianto per il bimbo di due anni e mezzo
La decisione arriva a seguito della valutazione complessiva delle condizioni cliniche del piccolo, considerato troppo fragile per affrontare un nuovo intervento chirurgico ad alto rischio. Il bimbo, attaccato all’Ecmo dal giorno del primo trapianto, aveva sviluppato gravi complicanze multiorgano, circostanza che ha reso particolarmente complesso individuare un cardiochirurgo disposto a operare.Fino a ieri, la madre e l’équipe medica avevano valutato l’eventualità di un secondo intervento, unica possibilità rimasta a disposizione per tentare di salvare il bambino. Tuttavia, il parere negativo degli specialisti ha reso impraticabile questa opzione, aprendo la strada alla necessità di rivalutare percorsi alternativi di supporto clinico e assistenza palliativa.
Al momento, il piccolo resta sotto stretto monitoraggio nell’unità di terapia intensiva pediatrica del Monaldi, con l’équipe medica che prosegue nel garantire tutte le cure necessarie per stabilizzare le funzioni vitali e limitare le complicanze derivanti dalla condizione cardiaca e dalle altre criticità.
La vicenda aveva attirato l’attenzione nazionale, suscitando mobilitazioni e appelli a sostegno del piccolo Domenico, nonché contatti istituzionali diretti, tra cui quelli della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del presidente della Regione Campania Roberto Fico, che avevano espresso vicinanza alla famiglia.

