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Matteo Salvini si dimette da segretario della Lega: congresso il 24 e 25 ottobre, nuovo simbolo e segreteria politica

Carla Castellano
Matteo Salvini si dimette da segretario della Lega: congresso il 24 e 25 ottobre, nuovo simbolo e segreteria politica

La Lega si prepara a modificare il proprio assetto organizzativo e a rinnovare il simbolo del partito. Le novità saranno al centro del congresso straordinario convocato a Milano per il 24 e 25 ottobre 2026, appuntamento nel quale Matteo Salvini intende ripresentare la propria candidatura alla segreteria federale.

Proprio in vista dell'assise, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha formalizzato le dimissioni da segretario della Lega durante il Consiglio federale di lunedì 12 ottobre. Una decisione prevista dalle procedure interne del partito, necessaria per consentirgli di concorrere nuovamente alla guida del Carroccio.

Il passaggio apre una fase congressuale nella quale saranno affrontate anche le questioni legate agli equilibri tra le diverse componenti territoriali della Lega, dopo i contrasti emersi negli ultimi mesi.

Salvini lascia la guida della Lega: cosa cambia in vista del congresso del 24 e 25 ottobre

Tra gli annunci più significativi del Consiglio federale figura la volontà di aggiornare il simbolo elettorale della Lega, segnando un cambiamento nell'identità visiva del movimento.

Salvini ha motivato la scelta con la necessità di adattare il partito a un contesto politico in evoluzione, sottolineando l'importanza di mantenere il legame con le proprie origini senza rinunciare a nuove prospettive.

«Il mondo cambia», ha spiegato il leader leghista, rivendicando il patrimonio politico e storico del movimento. Resta da definire quale sarà la nuova configurazione del contrassegno. Uno dei principali interrogativi riguarda la permanenza della dicitura «Salvini premier», attualmente associata al simbolo del partito.

La questione sarà uno degli elementi da chiarire nel percorso di rinnovamento annunciato dalla dirigenza.

Una segreteria politica per condividere le responsabilità del partito

Il congresso sarà accompagnato anche da una revisione della struttura dirigente. Salvini ha infatti annunciato la costituzione di una segreteria politica, un organismo chiamato a partecipare alla gestione delle attività e delle decisioni del movimento.

L'obiettivo dichiarato è distribuire maggiormente incarichi e responsabilità, secondo il principio di condividere «onori e oneri». La proposta arriva dopo mesi caratterizzati da discussioni interne, soprattutto da parte di alcuni esponenti legati alla tradizione settentrionale della Lega.

La nuova organizzazione potrebbe offrire spazio alle diverse sensibilità presenti nel partito, anche se la composizione dell'organismo e le sue effettive competenze dovranno ancora essere definite.

Alberto Di Rubba alla guida temporanea, si dimettono anche i tre vicesegretari

Le dimissioni di Salvini hanno comportato anche una riorganizzazione provvisoria degli incarichi di vertice. Hanno lasciato le rispettive funzioni i tre vicesegretari federali Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani.

Fino allo svolgimento del congresso straordinario, l'amministrazione del partito sarà affidata ad Alberto Di Rubba, tesoriere della Lega, che assumerà il ruolo di reggente. A presiedere l'assise milanese sarà invece Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati.

La fase transitoria accompagnerà il movimento fino all'elezione del nuovo segretario e all'eventuale approvazione delle modifiche organizzative previste.

Congresso Lega, voto palese se Salvini sarà l'unico candidato

Il Consiglio federale ha approvato anche il regolamento che disciplinerà il congresso del 24 e 25 ottobre.

All'ordine del giorno figurano l'elezione del segretario federale, le eventuali modifiche allo statuto e l'approvazione degli atti di indirizzo politico.

Per presentare una candidatura alla segreteria sarà necessario ottenere il sostegno di almeno 80 partecipanti al congresso. Le modalità di votazione cambieranno in base al numero degli aspiranti segretari.

Se sarà presentata una sola candidatura, l'elezione avverrà con voto palese per alzata di mano. Nel caso in cui dovessero concorrere più candidati, sarà invece previsto il voto segreto nell'urna.

Anche le votazioni sulle mozioni e sugli atti di indirizzo saranno palesi, secondo quanto previsto dalle regole approvate. Salvini ha difeso questa impostazione, sostenendo che il voto palese è già previsto dalla tradizione congressuale del movimento.

Le tensioni con i nordisti e la risposta di Salvini: «Non ci sono dissidenti»

Uno dei temi politici che accompagneranno il congresso riguarda il rapporto tra l'attuale dirigenza e gli esponenti che chiedono maggiore attenzione alle istanze settentrionali. Negli ultimi mesi, alcune componenti della Lega hanno espresso posizioni critiche nei confronti dell'impostazione politica e organizzativa del partito.

Salvini ha tuttavia respinto l'idea dell'esistenza di una contrapposizione strutturata tra la segreteria e una corrente dissidente. «Non ci sono dissidenti», ha dichiarato, ricordando la propria militanza nella Lega Lombarda iniziata nel 1990.

Il ministro ha invitato tutti gli iscritti e i rappresentanti territoriali a partecipare al confronto congressuale attraverso documenti, proposte e contributi programmatici.

Secondo Salvini, il congresso dovrà rappresentare un'occasione per raccogliere idee provenienti dalle diverse realtà del movimento, senza escludere chi intende proporre orientamenti differenti.

Patto per il Nord critica Salvini sulle origini della Lega

Alle dichiarazioni del leader leghista ha replicato Patto per il Nord, movimento che riunisce anche ex esponenti della tradizione politica legata a Umberto Bossi.

Il gruppo ha contestato il richiamo di Salvini alla propria lunga appartenenza alla Lega Lombarda, sostenendo che l'attuale impostazione del partito si sia progressivamente allontanata dalle originarie posizioni federaliste.

Secondo il movimento, la trasformazione della Lega in una forza politica nazionale e sovranista avrebbe modificato profondamente l'identità del progetto nato nel Nord Italia.

Si tratta di una critica che evidenzia le differenti interpretazioni dell'evoluzione politica del Carroccio e che si inserisce nel dibattito sulla futura linea del partito.

Pensioni, banche, canone Rai e Zes: le priorità politiche della Lega

Accanto alle questioni organizzative, il Consiglio federale ha affrontato anche le principali proposte programmatiche che la Lega intende portare avanti.

Tra i temi discussi figurano la revisione del sistema pensionistico, il contributo degli istituti bancari, il superamento del canone Rai e il rafforzamento delle Zone economiche speciali (Zes).

Argomenti che entreranno nel confronto politico interno e nella definizione delle priorità del movimento per i prossimi mesi.

Il congresso milanese non sarà quindi dedicato esclusivamente alla scelta del segretario, ma rappresenterà anche un momento di discussione sull'organizzazione e sugli indirizzi futuri del partito.

Salvini si ricandida: appuntamento a Milano il 24 e 25 ottobre

La decisione di lasciare formalmente la segreteria non rappresenta dunque un ritiro di Matteo Salvini dalla guida della Lega.

Il vicepremier intende infatti ricandidarsi al congresso straordinario, dove saranno i delegati a esprimersi sulla futura leadership. Resterà da verificare se saranno presentate candidature alternative e quali proposte emergeranno dalle diverse componenti del movimento.

Sul tavolo ci sono soprattutto il nuovo simbolo, la composizione della segreteria politica e gli equilibri interni, questioni destinate a definire l'assetto organizzativo della Lega dopo l'appuntamento congressuale di Milano.

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