Cronaca

Liste d’attesa, Campania a due velocità: esami diagnostici garantiti nel 95,8% dei casi, Salerno maglia nera

Alessia Benincasa
Liste d’attesa, Campania a due velocità: esami diagnostici garantiti nel 95,8% dei casi, Salerno maglia nera
Il sistema sanitario campano presenta risultati contrastanti: da una parte emergono dati positivi sulla capacità di rispettare le scadenze previste per gli esami diagnostici e le prime visite specialistiche, dall’altra persistono problemi organizzativi nell’assegnazione delle priorità, con il rischio di aggravare le attese e ostacolare l’accesso dei cittadini alle cure.

Liste d’attesa, Campania a due velocità: esami diagnostici garantiti nel 95,8% dei casi, Salerno maglia nera

Il sistema sanitario campano presenta risultati contrastanti. Da una parte emergono dati positivi sulla capacità di rispettare le scadenze previste per gli esami diagnostici e le prime visite specialistiche; dall’altra persistono problemi organizzativi nell’assegnazione delle priorità, con il rischio di aggravare le attese e ostacolare l’accesso dei cittadini alle cure.

È quanto si ricava dal rapporto periodico dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS), elaborato sulla base delle informazioni contenute nella Piattaforma nazionale liste di attesa e aggiornato al 30 settembre 2026. L’analisi interessa direttamente anche il territorio salernitano, dove la corretta gestione delle prenotazioni e la separazione tra prime visite e successivi controlli sono elementi determinanti per il funzionamento dei servizi sanitari.

Nei primi nove mesi del 2026, a livello nazionale, le prenotazioni sono aumentate di oltre due milioni rispetto allo stesso arco temporale del 2025, con una crescita prossima al 10%. Il quadro generale evidenzia inoltre miglioramenti nel rispetto delle scadenze massime previste per le prestazioni urgenti e quelle da erogare in tempi brevi.

Diagnostica, la Campania si distingue per i risultati

Il dato più favorevole riguarda gli esami diagnostici. Tra gennaio e settembre 2026, le strutture sanitarie della Campania hanno rispettato i tempi garantiti nel 95,8% delle prestazioni, portando la regione tra le sei italiane che superano la soglia del 90%.

La percentuale è leggermente più bassa rispetto al 96,1% rilevato nello stesso periodo del 2025, ma conferma comunque un livello elevato nell’erogazione degli accertamenti. Si tratta di un risultato importante anche per ospedali e ambulatori della provincia di Salerno, chiamati a soddisfare le necessità di una popolazione distribuita su un territorio vasto e complesso.

Segnali favorevoli arrivano anche dalle prime visite specialistiche. La quota di prestazioni effettuate entro i termini previsti è cresciuta dall’83,9% del 2025 all’84,8% del 2026. Il miglioramento è evidente, anche se una parte dei cittadini continua a non riuscire a ottenere una visita nei tempi stabiliti. Accanto a questi progressi emerge, però, una questione legata alla corretta formulazione delle prescrizioni mediche, soprattutto per quanto concerne l’utilizzo della classe di priorità P.

Prescrizioni in classe P all’80,5%: distanza marcata dal dato italiano

La sigla P indica le prestazioni programmabili, per le quali è previsto un limite massimo di attesa pari a 120 giorni. In Campania, nei primi nove mesi del 2026, questa categoria ha rappresentato l’80,5% delle prescrizioni, rispetto al 76,2% rilevato nel medesimo periodo del 2025. Il valore è molto distante dalla media nazionale, ferma al 34,9%, e rende opportuno un approfondimento sui criteri adottati per assegnare i livelli di priorità nelle richieste mediche.

Una presenza così elevata di prescrizioni in classe P potrebbe incidere sulla gestione delle agende digitali e sull’attività dei Centri unici di prenotazione, inclusi quelli attivi nella provincia di Salerno. Per comprendere le conseguenze reali sulle liste d’attesa, occorre comunque analizzare anche la natura delle prestazioni richieste e verificare che gli accessi siano classificati correttamente.

La distinzione tra prime visite e controlli successivi

Tra gli elementi da esaminare figura la differenza tra le visite iniziali e quelle effettuate successivamente. Alcune richieste registrate come primi accessi potrebbero, infatti, riguardare controlli periodici o follow-up di persone già seguite dai servizi sanitari.

Per gli appuntamenti successivi alla prima valutazione, l’impiego di percorsi specifici, organizzati in collaborazione con i reparti e gli specialisti che hanno in carico il paziente, può evitare di sovraccaricare ulteriormente le agende riservate alle prime visite.

La questione riguarda in particolare chi soffre di patologie croniche o si trova in condizioni cliniche stabilizzate e necessita di verifiche programmate e assistenza continuativa. Separare in maniera più efficiente gli accessi iniziali dai controlli consentirebbe di distribuire meglio le risorse disponibili e di destinare i percorsi di primo accesso a chi deve ancora ricevere una prima valutazione medica.

Per i responsabili delle aziende sanitarie e per i vertici dell’Asl di Salerno diventa quindi essenziale controllare l’appropriatezza delle prescrizioni e rendere più efficace la collaborazione tra medici, specialisti, strutture sanitarie e sistemi di prenotazione.

Dal 2027 aumenteranno le prestazioni sottoposte a verifica

Per intervenire sulle problematiche emerse, il Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028, indicato come operativo dal 24 agosto 2026, introduce nuovi strumenti di controllo e iniziative finalizzate a migliorare la correttezza delle prescrizioni.

Tra le misure previste rientra l’incremento degli esami e delle prestazioni sottoposti al monitoraggio centrale, che dal primo gennaio 2027 passeranno da 55 a 114. L’intento è rendere più accurato il controllo delle richieste e rilevare eventuali errori nell’assegnazione delle priorità.

In questo percorso si colloca anche il Tavolo permanente dei Raggruppamenti di attesa omogenei (RAO) e dell’appropriatezza prescrittiva, che si è riunito il 2 ottobre 2026 per concordare indicazioni operative e favorire la condivisione delle pratiche più efficaci.

Strumenti digitali e intelligenza artificiale a supporto delle prescrizioni

Alcune esperienze regionali possono rappresentare un riferimento utile. Nelle Marche è stata sviluppata una piattaforma per controllare la corrispondenza tra il quesito clinico e la prestazione richiesta, mentre nella provincia autonoma di Trento il programma IntelliRAO impiega anche sistemi di intelligenza artificiale per aiutare i medici nella compilazione delle prescrizioni.

Queste tecnologie possono facilitare l’individuazione di richieste poco precise, incomplete o formulate in termini generici, migliorando l’allineamento tra le esigenze sanitarie del paziente e l’esame o la visita prenotata.

La gestione digitale delle informazioni costituisce quindi una risorsa per riconoscere le difficoltà organizzative e mettere a punto le necessarie correzioni. L’impiego della tecnologia, tuttavia, deve essere affiancato da regole definite con chiarezza e da una collaborazione concreta tra tutti gli attori coinvolti.

Asl di Salerno, la priorità è rendere più efficienti i percorsi di cura

Le informazioni disponibili delineano una situazione complessa: la Campania ottiene risultati significativi nella diagnostica e migliora per quanto riguarda le prime visite, ma registra un ricorso alla classe P nettamente superiore al valore medio italiano.

Per la provincia di Salerno, la sfida consiste nel trasformare i dati del monitoraggio in azioni efficaci, attraverso prescrizioni più appropriate, una migliore organizzazione dei controlli e un rafforzamento della continuità assistenziale.

L’obiettivo è assicurare ai cittadini tempi d’attesa commisurati alla gravità delle condizioni e alle effettive necessità cliniche. Per conseguirlo non è sufficiente incrementare il numero delle prestazioni erogate: è indispensabile anche verificare che ogni richiesta venga classificata correttamente e indirizzata al percorso di assistenza più adatto.

Condividi