BATTIPAGLIA. Quasi ottocento alunni, provenienti dalle scuole salernitane di ogni ordine e grado, dalle elementari agli istituti superiori e in particolare alberghieri. Centinaia di persone saliti a bordo delle quattro carrozze per visitare la mostra itinerante dedicata all’agricoltura di qualità e alla sana alimentazione. Incontri e dibattiti, percorsi di gusto con degustazioni e laboratori per riscoprire i vecchi sapori culinari.È questo il bilancio della tappa di Battipaglia del Treno Verde, la storica campagna nazionale di Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato che dopo tre giorni lascia la città della Piana del Sele per proseguire il suo viaggio verso Napoli. Un bilancio più che positivo che si chiude con l’appello lanciato alla Regione Campania di promuovere, valorizzare e sostenere i comuni culla della Dieta Mediterranea verso il percorso che porta a Expo Milano, nonché di ripartire dalla Piana del Sele quale modello di un’agricoltura di qualità secondo i principi del Manifesto della Nuova agricoltura di Legambiente e Alce Nero.
Il bilancio della tappa salernitana del convoglio ambientalista è stata illustrata questa mattina nel corso del dibattito “L'agricoltura che vogliamo, nuove conoscenze e vecchi saperi” durante il quale è stato presentato anche il libro “I semi di mille rivoluzioni” di Lucio Cavazzoni, presidente del Gruppo Alce Nero. Oltre l’autore erano presenti Gerlando Iorio, presidente Commissione Straordinaria Comune di Battipaglia; Rossella Muroni, direttrice generale Legambiente onlus; Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania e Valerio Calabrese, responsabile Agricoltura di Legambiente Campania.
«Il Treno Verde questa mattina lascia Battipaglia dopo tre giorni intensi per proseguire il suo viaggio tra i territori, le loro eccellenze e il ruolo che sono chiamati a svolgere in ambito internazionale anche in vista di Expo Milano 2015, dichiara Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente. L’agricoltura può e deve giocare un ruolo chiave nella lotta al consumo di suolo, nella mitigazione degli effetti ai cambiamenti climatici, nel rilancio dell’economia del Paese, nello sviluppo di un’economia verde creando nuova occupazione. Un’agricoltura che merita di essere favorita attraverso una politica ad hoc che riesca a cogliere la domanda di cambiamento che i cittadini e le aziende agricole più innovative chiedono. È il caso di molti produttori e ambasciatori del territorio che abbiamo portato in questi giorni a bordo del Treno Verde. La Regione Campania su questo fronte ci sembra però ancora indietro in particolare per quanto riguarda la preparazione all’importante evento di Expo, che potrebbe invece rappresentare un volano fondamentale per l’economia di questo territorio, sia dal punto di vista agricolo che turistico».
«In questi tre giorni abbiamo dimostrato che un’agricoltura diversa è possibile, anche in contesti come quello della Piana del Sele dove per anni si è pensato soltanto a produrre in maniera intensiva, senza valutare gli impatti sul territorio di questo tipo di agricoltura ormai superata – aggiunge Valerio Calabrese, responsabile Agricoltura di Legambiente Campania. Una nuova agricoltura è già all’opera da tempo, produttori attenti ai processi naturali e alla complessità e specificità locale, capaci di innovare, sperimentando nuove tecnologie e anche attingendo agli antichi saperi della cultura rurale. E’ questa l’agricoltura che può destare impegno professionale e passione nei giovani, riportandoli a questo antico mestiere. Ma la nuova agricoltura richiede professionalità e cultura adeguata all’altezza delle sfide: qualità che si possono sviluppare solo là dove c’è rispetto delle regole, dei diritti del lavoro, capacità di accogliere la presenza sul nostro territorio di lavoratori stranieri come un’opportunità di civiltà e di crescita, rigettando qualunque infiltrazione dell’illegalità e delle forme di sfruttamento schiavistico. Su questo dobbiamo lavorare e concentrare la nostra azione nei prossimi anni».

