Resta avvolta nel silenzio e nell’incertezza la vicenda di don Jhon Fredy Gutierrez Sanchez, il sacerdote di origine colombiana di cui non si hanno notizie da oltre un anno. Dopo la diffusione dell’appello del Tribunale Ecclesiastico di Napoli, che ne ha formalmente segnalato l’irreperibilità, il caso è tornato prepotentemente al centro dell’attenzione nelle comunità del Cilento e del Vallo di Diano dove il prete ha svolto il proprio ministero pastorale come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Secondo quanto risulta agli uffici ecclesiastici, l’ultimo incarico di don Jhon è stato quello di viceparroco presso la parrocchia della Divina Provvidenza a Capaccio. Da quel momento in poi, di lui si sono progressivamente perse le tracce. Il sacerdote risulta irreperibile anche per la notifica degli atti ufficiali del Tribunale Ecclesiastico, circostanza che ha spinto la Chiesa a rendere pubblico l’appello.
L’ultima residenza formalmente nota è ad Altavilla Silentina, dove vive la famiglia che per anni lo ha accolto e sostenuto. Tuttavia, neppure i familiari sono in grado di fornire indicazioni utili. A parlare è Antonio Di Feo, padre adottivo del sacerdote ed ex sindaco del Comune: «Dal punto di vista umano e affettivo siamo molto preoccupati, ma col passare del tempo ci siamo quasi rassegnati all’idea di non averlo più con noi. L’ultimo contatto risale al dicembre 2023. Dal 24 dicembre di quell’anno ha lasciato casa e non si è più fatto sentire». Una scomparsa maturata nel silenzio, senza segnali premonitori evidenti.
La famiglia ha tentato più volte di mettersi in contatto con lui, rivolgendosi anche ad altri sacerdoti e a persone che lo avevano frequentato negli ultimi anni, ma senza ottenere riscontri. Per mesi la vicenda è rimasta ai margini dell’attenzione pubblica, fino a quando la recente iniziativa del Tribunale Ecclesiastico non ha riacceso i riflettori sul caso.
Mistero sul sacerdote colombiano: don Jhon irreperibile da oltre un anno
Da Stella Cilento a Magliano Vetere, passando per Piaggine, Stio e Roccadaspide, la domanda è una sola: che fine ha fatto il sacerdote? In queste realtà don Jhon era conosciuto soprattutto per il rapporto diretto con i giovani e per uno stile comunicativo informale, capace di avvicinare le nuove generazioni alla vita parrocchiale. Allo stesso tempo, il suo percorso ecclesiastico non è stato privo di ombre. In passato il suo nome era finito nelle cronache locali ed era stato destinatario di un procedimento penale-amministrativo avviato dall’attuale vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania. Vicende che avevano contribuito a rendere la sua figura divisiva, senza però mai far presagire una scomparsa così prolungata e inspiegabile.Secondo quanto risulta agli uffici ecclesiastici, l’ultimo incarico di don Jhon è stato quello di viceparroco presso la parrocchia della Divina Provvidenza a Capaccio. Da quel momento in poi, di lui si sono progressivamente perse le tracce. Il sacerdote risulta irreperibile anche per la notifica degli atti ufficiali del Tribunale Ecclesiastico, circostanza che ha spinto la Chiesa a rendere pubblico l’appello.
L’ultima residenza formalmente nota è ad Altavilla Silentina, dove vive la famiglia che per anni lo ha accolto e sostenuto. Tuttavia, neppure i familiari sono in grado di fornire indicazioni utili. A parlare è Antonio Di Feo, padre adottivo del sacerdote ed ex sindaco del Comune: «Dal punto di vista umano e affettivo siamo molto preoccupati, ma col passare del tempo ci siamo quasi rassegnati all’idea di non averlo più con noi. L’ultimo contatto risale al dicembre 2023. Dal 24 dicembre di quell’anno ha lasciato casa e non si è più fatto sentire». Una scomparsa maturata nel silenzio, senza segnali premonitori evidenti.
La famiglia ha tentato più volte di mettersi in contatto con lui, rivolgendosi anche ad altri sacerdoti e a persone che lo avevano frequentato negli ultimi anni, ma senza ottenere riscontri. Per mesi la vicenda è rimasta ai margini dell’attenzione pubblica, fino a quando la recente iniziativa del Tribunale Ecclesiastico non ha riacceso i riflettori sul caso.

