Un primo momento di confronto istituzionale per affrontare le criticità della sanità locale. Ieri mattina, a Eboli, si è tenuto un incontro tra rappresentanti dell’amministrazione comunale e il sindacato UIL FPL, convocato dopo le recenti segnalazioni sulle difficoltà operative delle strutture sanitarie del territorio. Al tavolo erano presenti il vicesindaco Gianmaria Sgritta, il consigliere comunale Cesare Moscariello e il segretario provinciale della UIL FPL Vito Sparano.
L’allarme del sindacato sulla sanità locale
Il confronto nasce dall’allarme lanciato nei giorni scorsi dalla UIL FPL, che ha denunciato il rischio di una possibile chiusura del reparto di Psichiatria e una situazione sempre più critica legata alla grave carenza di personale sanitario. Problemi che, secondo il sindacato, interessano in modo particolare anche l’ospedale Maria Santissima Addolorata.
Durante l’incontro, Sparano ha illustrato le difficoltà quotidiane segnalate da operatori, infermieri e medici: turni scoperti, carichi di lavoro eccessivi e una progressiva riduzione della capacità di garantire un’assistenza adeguata ai cittadini. Una condizione che rischia di incidere non solo sulla qualità dei servizi, ma anche sulla sicurezza dei pazienti e degli stessi lavoratori.
La posizione dell’amministrazione comunale
I rappresentanti del Comune hanno ascoltato le istanze del sindacato, manifestando attenzione e disponibilità al dialogo. Sgritta e Moscariello hanno assicurato l’intenzione di farsi parte attiva, chiedendo un incontro con i vertici dell’ASL Salerno per approfondire le criticità emerse e verificare possibili interventi a tutela dei servizi sanitari e del personale.
L’obiettivo dichiarato è quello di evitare ulteriori ridimensionamenti e garantire la continuità assistenziale su un territorio già messo a dura prova dalla carenza di risorse.
Prossimi sviluppi
La situazione resta in evoluzione. Il confronto di ieri rappresenta un primo passo istituzionale, ma il sindacato chiede ora risposte concrete e tempi certi. Non si esclude che la vertenza possa presto approdare a un tavolo più ampio con l’azienda sanitaria e altri livelli istituzionali.

