La Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio dell’ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Salerno nei confronti di Fabio Cagnazzo. La decisione, pur intervenendo dopo la revoca della misura cautelare per assenza di esigenze cautelari, accoglie il ricorso della difesa che contestava la presenza di gravi indizi di colpevolezza.
Omicidio Vassallo, annullata l’ordinanza su Cagnazzo: necessari nuovi esami sui gravi indizi
Come riportato da InfoCilento nel provvedimento della Suprema Corte assume rilievo centrale la valutazione delle dichiarazioni rese da Romolo Ridosso ed Eugenio D’Atri. Secondo i giudici di legittimità, le versioni fornite dai due testimoni presentano divergenze profonde e non conciliabili, tali da richiedere una nuova e più rigorosa analisi del loro valore probatorio.
Altro elemento critico riguarda la ricostruzione del movente e il presunto ruolo attribuito a Cagnazzo. In una prima fase dell’indagine, l’omicidio del sindaco-pescatore Angelo Vassallo era stato collegato alla scoperta di un traffico di stupefacenti. Nelle ricostruzioni successive, però, il movente si sarebbe spostato su presunti contrasti legati a licenze e autorizzazioni amministrative.
Il presunto depistaggio
La Suprema Corte ha inoltre evidenziato la necessità di un accertamento più stringente sull’ipotesi di un accordo preventivo finalizzato al depistaggio delle indagini. Un aspetto che, secondo l’accusa, avrebbe rafforzato il disegno criminoso degli esecutori, ma che allo stato non appare sorretto da un quadro probatorio sufficientemente robusto.
Il nuovo esame del Riesame
Il procedimento torna ora al Tribunale del Riesame di Salerno, che dovrà pronunciarsi. Ai giudici spetterà una nuova valutazione complessiva degli elementi raccolti, attenendosi ai rilievi formulati dalla Cassazione al fine di stabilire se sussista o meno un solido impianto indiziario a carico di Cagnazzo.

