La città di Sarno resta segnata da una ferita ancora aperta. A pochi giorni dall’uccisione di Gaetano Russo, il commerciante accoltellato mentre tentava di difendere la figlia dall’aggressione di Andrea Sirica, il dolore della famiglia trova voce in un messaggio pubblicato sui social dal figlio della vittima. Parole che, nel giorno del compleanno del padre, hanno rapidamente oltrepassato la dimensione privata, diventando espressione di un lutto condiviso dall’intera comunità.
Il ricordo si intreccia alla consapevolezza di un’assenza improvvisa e violenta. «Ti ricorderò per il leone che eri», prosegue il messaggio, evocando forza e protezione. Un’immagine che restituisce il profilo di un uomo considerato indistruttibile agli occhi dei suoi cari, spezzato da un episodio che ha scosso profondamente la città.
Nel testo emerge anche un bisogno di consolazione e di pace. Il figlio affida al padre parole di speranza, immaginandolo “in un luogo di luce, al sicuro e libero dal dolore”. Un passaggio che riflette il tentativo di dare un senso alla perdita, cercando conforto in una dimensione spirituale capace di attenuare, almeno simbolicamente, la brutalità dell’accaduto.
Il messaggio si sofferma poi sul tempo interrotto: «Avevamo ancora tanto tempo da dedicarci», scrive il giovane, sottolineando il rimpianto per un futuro condiviso che non potrà più realizzarsi. La chiusura è semplice e diretta: «Ti amo papà, buon compleanno». Una frase che ha raccolto centinaia di reazioni e commenti, trasformando il dolore di una famiglia in un abbraccio collettivo.
Gaetano Russo, conosciuto e stimato nel quartiere per la sua attività di salumiere e per la disponibilità verso clienti e conoscenti, viene ricordato non solo come commerciante, ma come presenza costante e punto di riferimento umano. Attraverso le parole del figlio, il suo ricordo continua a vivere nella memoria di una comunità che chiede giustizia e custodisce il valore di una vita spezzata.
Il messaggio del figlio di Gaetano Russo commuove Sarno
Nel post, il giovane si rivolge direttamente al genitore scomparso, affidando alla scrittura un dialogo ideale carico di affetto e incredulità. «Papà, buongiorno, da oggi non invecchierai mai più e rimarrai per sempre il mio pilastro come lo sei sempre stato», scrive, tratteggiando l’immagine di un padre vissuto come punto di riferimento assoluto, figura solida e costante nella vita familiare.Il ricordo si intreccia alla consapevolezza di un’assenza improvvisa e violenta. «Ti ricorderò per il leone che eri», prosegue il messaggio, evocando forza e protezione. Un’immagine che restituisce il profilo di un uomo considerato indistruttibile agli occhi dei suoi cari, spezzato da un episodio che ha scosso profondamente la città.
Nel testo emerge anche un bisogno di consolazione e di pace. Il figlio affida al padre parole di speranza, immaginandolo “in un luogo di luce, al sicuro e libero dal dolore”. Un passaggio che riflette il tentativo di dare un senso alla perdita, cercando conforto in una dimensione spirituale capace di attenuare, almeno simbolicamente, la brutalità dell’accaduto.
Il messaggio si sofferma poi sul tempo interrotto: «Avevamo ancora tanto tempo da dedicarci», scrive il giovane, sottolineando il rimpianto per un futuro condiviso che non potrà più realizzarsi. La chiusura è semplice e diretta: «Ti amo papà, buon compleanno». Una frase che ha raccolto centinaia di reazioni e commenti, trasformando il dolore di una famiglia in un abbraccio collettivo.
Gaetano Russo, conosciuto e stimato nel quartiere per la sua attività di salumiere e per la disponibilità verso clienti e conoscenti, viene ricordato non solo come commerciante, ma come presenza costante e punto di riferimento umano. Attraverso le parole del figlio, il suo ricordo continua a vivere nella memoria di una comunità che chiede giustizia e custodisce il valore di una vita spezzata.

