L'inchiesta sul sangue versato all'esterno di un bar di via De Gasperi a Scafati lo scorso gennaio ha subito una svolta decisiva. I carabinieri hanno infatti recuperato l'arma del delitto, una scoperta che ha fatto scattare una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per il giovane di 21 anni, R.A., già indagato per tentato omicidio.
Al gravissimo capo d'imputazione originario si aggiungono ora le accuse di ricettazione, possesso illegale di arma da fuoco e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio com riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Nessuno dei presenti, infatti, aveva sporto denuncia la notte del 3 gennaio, nonostante una rissa furibonda culminata in uno sparo alle spalle che aveva colpito un venticinquenne al fianco, fortunatamente senza ledere organi vitali.
Nonostante l'indagato continui a sostenere la tesi della legittima difesa contro un'aggressione di gruppo, i filmati delle telecamere e il recupero dell'arma sembrano blindare la ricostruzione della Procura. Resta però un cono d'ombra sul movente: non è ancora chiaro cosa abbia scatenato la violenza all'interno del locale prima che la situazione degenerasse in strada.
Mentre le nuove accuse vengono assorbite nel fascicolo principale, il lavoro degli inquirenti prosegue per definire i contorni di una notte di ordinaria follia finita a colpi di pistola.
Al gravissimo capo d'imputazione originario si aggiungono ora le accuse di ricettazione, possesso illegale di arma da fuoco e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio com riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Far West a Scafati: spunta la pistola dell'agguato
La pistola, nascosta con cura in un'intercapedine, è stata rinvenuta insieme a venti dosi di cocaina durante una perquisizione mirata. Il ritrovamento chiude il cerchio sulle indagini tecniche avviate dai militari della tenenza di Scafati e del reparto territoriale di Nocera Inferiore, che per mesi hanno scavato oltre il muro di omertà che avvolgeva la vicenda.Nessuno dei presenti, infatti, aveva sporto denuncia la notte del 3 gennaio, nonostante una rissa furibonda culminata in uno sparo alle spalle che aveva colpito un venticinquenne al fianco, fortunatamente senza ledere organi vitali.
Nonostante l'indagato continui a sostenere la tesi della legittima difesa contro un'aggressione di gruppo, i filmati delle telecamere e il recupero dell'arma sembrano blindare la ricostruzione della Procura. Resta però un cono d'ombra sul movente: non è ancora chiaro cosa abbia scatenato la violenza all'interno del locale prima che la situazione degenerasse in strada.
Mentre le nuove accuse vengono assorbite nel fascicolo principale, il lavoro degli inquirenti prosegue per definire i contorni di una notte di ordinaria follia finita a colpi di pistola.

