La situazione della Strada Cilentana finisce al centro del dibattito istituzionale. Dopo settimane di disagi legati ai cantieri e alla chiusura di alcuni tratti, i sindaci di Omignano e Salento hanno formalizzato nuove richieste ad Anas, mentre la questione è approdata anche in Parlamento con un’interrogazione rivolta al Governo. Il problema principale resta la chiusura integrale di segmenti della variante, che sta riversando traffico pesante e flussi turistici nei centri abitati, con ripercussioni dirette su residenti, commercianti e sicurezza stradale.
I sindaci: “Servono soluzioni immediate”
Il primo cittadino di Salento, Michele Santoro, ha spiegato che le amministrazioni locali avevano già segnalato le criticità ad Anas nelle settimane precedenti. La deviazione dei veicoli lungo la via Nazionale ha trasformato l’arteria urbana in un corridoio congestionato, con code, smog e rallentamenti continui.
Nelle ultime ore è stata trasmessa una nuova nota ufficiale per chiedere alternative alla chiusura totale, tra cui l’ipotesi di un senso unico alternato regolato da impianti semaforici, così da limitare l’impatto sui centri abitati. L’appello dei sindaci punta anche a evitare tensioni politiche: su una questione così delicata, spiegano, è necessario lavorare con unità d’intenti nell’interesse esclusivo delle comunità locali.
Il caso in Parlamento: interrogazione al Ministro
La vicenda ha superato i confini territoriali con un’interrogazione parlamentare presentata da Piergiorgio Cortelazzo (Forza Italia). Il deputato ha chiesto al Ministro delle Infrastrutture di intervenire per sollecitare Anas ad accelerare i lavori sulla SS 18 variante Cilentana e sulla SS 517 variante Bussentina.
Tra le criticità evidenziate:
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mancata riapertura nei giorni festivi tra il 14 e il 16 febbraio;
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interventi di pavimentazione previsti fino a maggio;
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problematiche strutturali come i cedimenti del viadotto Marconi;
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dissesti nel tratto tra Ceraso e Vallo della Lucania;
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ritardi sulla Bussentina nonostante investimenti superiori ai 10 milioni di euro.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, la situazione rischia di compromettere la sicurezza e la vivibilità del territorio, oltre a penalizzare l’economia locale.
Impatto su economia e turismo
Il malcontento cresce anche tra le associazioni di categoria. Confesercenti Salerno ha già lanciato l’allarme sui possibili effetti negativi per le attività commerciali, parlando di tempistiche poco compatibili con le esigenze turistiche del territorio.
Le opposizioni locali chiedono maggiore trasparenza e comunicazione verso i cittadini, sottolineando come il senso di insicurezza — alimentato anche da recenti incidenti — rischi di danneggiare l’immagine del Cilento come meta sicura.
La richiesta del territorio: un piano condiviso
Dalle amministrazioni comunali emerge una richiesta chiara: individuare una strategia alternativa che consenta di portare avanti i lavori senza paralizzare la mobilità dell’area sud della provincia di Salerno.
Tra le proposte:
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programmazione dei cantieri meno impattante;
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riaperture parziali nei fine settimana;
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percorsi alternativi strutturati;
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maggiore coordinamento istituzionale.
Con la stagione primaverile alle porte, la pressione su Anas e sul Ministero è destinata a crescere. L’obiettivo dichiarato è coniugare sicurezza infrastrutturale e tutela del tessuto economico locale, evitando che la crisi della viabilità diventi un ulteriore freno allo sviluppo del Cilento.

