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Occhio di Salerno02/18/2026

Nasce il Comitato “Agropoli Guarda a Nord”: una nuova visione strategica per sanità, servizi e centralità territoriale

Nasce ufficialmente un comitato civico-politico che si pone l’obiettivo di avviare una sfida strategica per il riequilibrio territoriale dell’intera area costiera cilentana, a partire dal comune di Montecorice, inglobando le colline al di qua del fiume Alento, fino a proiettarsi verso la Piana del Sele.

Una visione chiara: rafforzare sanità, servizi amministrativi e infrastrutture in funzione della nuova centralità territoriale che i numeri, già oggi, rendono evidente.

Agropoli non è più solo turismo: i numeri di una città che cambia

Negli ultimi venticinque anni Agropoli ha vissuto una trasformazione profonda, silenziosa ma costante. Una crescita che ha ridefinito identità, ruolo e peso strategico all’interno del Cilento.

Non si tratta più soltanto di una località turistica stagionale.

Oggi, nel periodo invernale, il bacino stabile supera le 38.000 presenze tra residenti e popolazione temporanea. L’asse naturale con Capaccio Paestum ha di fatto creato una conurbazione funzionale che supera i 70.000 abitanti, sfiorando gli 80.000.

La crescita riguarda:

  • popolazione residente
  • offerta commerciale
  • servizi scolastici
  • investimenti privati
  • flussi lavorativi quotidiani

I confini tra Agropoli e Capaccio Paestum sono ormai trasparenti. La viabilità è condivisa. Gli scambi di lavoratori e studenti sono quotidiani. La continuità urbanistica rende evidente l’esistenza di un’unica area urbana diffusa.

Il nodo Vallo della Lucania: una distribuzione dei servizi da rivedere

Per anni il bacino agropolese ha contribuito a sostenere uffici pubblici e servizi concentrati a Vallo della Lucania, centro che conta meno di 8.000 abitanti ma continua a mantenere strutture fondamentali, tra cui presidi sanitari di rilievo.

Oggi questa dinamica appare sempre più sbilanciata.

Gran parte dell’utenza proviene dall’area costiera, ma cittadini e imprese sono costretti a spostamenti continui verso l’entroterra per accedere a servizi essenziali.

In un contesto in cui la sanità territoriale dovrebbe avvicinarsi alle comunità con maggiore densità abitativa, la concentrazione dei servizi lontano dai principali bacini demografici genera:

  • disagi
  • inefficienze
  • costi indiretti
  • senso diffuso di distanza istituzionale

La direttrice nord e la Piana del Sele: un’alleanza naturale

In questo scenario prende forza l’idea di rafforzare i rapporti con la Piana del Sele, area che negli ultimi anni ha dimostrato grande capacità di attrazione economica e infrastrutturale.

La direttrice nord rappresenta:

  • un asse di sviluppo coerente con le dinamiche commerciali già in atto
  • un collegamento logistico naturale
  • una possibile risposta alla carenza di servizi sanitari e amministrativi più vicini ai cittadini

Guardare alla Piana del Sele non significa rinnegare l’identità cilentana.

Significa reinterpretarla in chiave moderna, costruendo alleanze territoriali fondate su numeri reali e su una visione integrata dell’area vasta.

Costa ed entroterra: superare le vecchie gerarchie

Nel dibattito pubblico emerge con forza anche la percezione di una distanza culturale e politica tra costa ed entroterra.

Parte della comunità agropolese avverte ancora un atteggiamento di diffidenza da parte di alcuni ambienti vallesi, dove la crescita della fascia costiera viene talvolta letta come elemento destabilizzante per equilibri storici consolidati.

Questa consapevolezza ha generato l’idea – già sostenuta da diversi attori del territorio – di costituire un comitato civico-politico senza frontiere e senza barriere, con l’obiettivo di rivendicare:

  • rispetto del territorio
  • equità nella distribuzione dei servizi sanitari
  • equità nei servizi amministrativi
  • diritto alla salute per tutti i cittadini

Secondo i promotori, è necessario riequilibrare scelte strategiche ormai datate, frutto di una gestione sanitaria fortemente campanilistica che ha segnato la storia del Cilento.

Due distretti sanitari per il Cilento: Alto e Basso

La proposta è chiara:

Il Cilento, dal punto di vista sanitario, deve essere suddiviso in due macro-aree:

  • Alto Cilento
  • Basso Cilento

Linea di confine naturale: il fiume Alento.

Per garantire servizi adeguati e tutelare realmente il diritto alla salute, il territorio deve avere due soli distretti sanitari, ciascuno con un proprio riferimento ospedaliero:

  • Parco Nazionale e Mare – asse Vallo della Lucania / Sapri
  • Area Nord – asse Roccadaspide / Agropoli

Un modello che guardi a nord, in coerenza con le dinamiche demografiche e infrastrutturali attuali.

Una domanda semplice, una risposta inevitabile

La domanda che molti cittadini si pongono oggi è chiara:

Per quanto tempo ancora un’area urbana di oltre 80.000 abitanti dovrà dipendere da centri più piccoli per i servizi fondamentali?

La risposta, secondo i promotori del comitato, è già scritta nei numeri e nella realtà quotidiana.

Agropoli, Capaccio Paestum, Castellabate e i paesi delle colline circostanti rappresentano oggi il motore economico e demografico del Cilento.

Rafforzare le relazioni istituzionali, ottenere una sanità più vicina ai cittadini e superare ogni forma di subordinazione rappresenta l’inizio di una nuova fase, fondata su progettualità condivisa, equilibrio territoriale e visione strategica.

Il comitato sarà presentato ufficialmente nei prossimi giorni con un incontro pubblico aperto a cittadini, associazioni e amministratori locali.

Una nuova fase si apre per Agropoli e per l’intero Cilento costiero.
Il futuro, questa volta, guarda a nord.

#agropoli #cilento

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