Le intense precipitazioni degli ultimi giorni hanno riportato al centro del dibattito pubblico le condizioni dei cimiteri in diversi comuni del Cilento. Tra allagamenti, ingressi interdetti e accuse politiche, i camposanti di Camerota, Ogliastro Cilento e Agropoli sono diventati terreno di scontro tra amministrazioni e opposizioni, con i cittadini che chiedono interventi immediati per garantire decoro, sicurezza e rispetto dei luoghi sacri.
Camerota: cappelle allagate e accuse incrociate
A Camerota l’emergenza è esplosa dopo che alcune cappelle gentilizie sono state invase dall’acqua. Gli ambienti ipogei destinati alle sepolture sono finiti sott’acqua, generando forte indignazione tra i familiari dei defunti. In un primo momento, il problema è stato collegato ai lavori in corso per la realizzazione di nuovi loculi nella parte alta del cimitero. Secondo alcune segnalazioni, il cantiere potrebbe aver alterato il deflusso delle acque piovane.
Sulla vicenda è intervenuto l’avvocato Adolfo Scarano, che ha parlato di episodio “inaccettabile”, chiedendo chiarezza sulle responsabilità e sui tempi di ripristino. Il tema sollevato riguarda soprattutto la tutela della dignità dei defunti e il rispetto delle famiglie.
La replica del Comune di Camerota
L’Amministrazione comunale ha però respinto ogni accusa. Dopo un sopralluogo tecnico con direzione lavori e impresa esecutrice, l’Ente ha escluso un nesso tra l’ampliamento del cimitero e gli allagamenti. Secondo la relazione tecnica, le infiltrazioni interesserebbero strutture private costruite al di sotto del piano di campagna, caratterizzate da carenze manutentive e problemi strutturali. Il fenomeno sarebbe stato aggravato dall’innalzamento straordinario della falda acquifera a causa delle piogge persistenti.
Il Sindaco ha parlato apertamente di “strumentalizzazione politica”, ribadendo che la manutenzione delle cappelle private spetta ai proprietari e rivendicando i risultati ottenuti con il progetto Terradamare, che avrebbe migliorato organizzazione e servizi.
Ogliastro Cilento: ingresso chiuso e rischio per i visitatori
Clima teso anche a Ogliastro Cilento, dove il gruppo di minoranza “Ogliastro Futura” ha denunciato una situazione di degrado e potenziale pericolo per la sicurezza pubblica. L’ingresso principale del cimitero risulta chiuso da mesi a seguito di un crollo. L’accesso avviene attualmente da un varco secondario definito ripido e scivoloso, con criticità evidenti soprattutto per anziani e persone con difficoltà motorie.
L’opposizione ha segnalato la presenza di pensiline deteriorate e ferri scoperti, sottolineando come esistano atti amministrativi che prevedono interventi di messa in sicurezza per centinaia di migliaia di euro. Nonostante ciò, secondo i consiglieri di minoranza, la situazione non sarebbe ancora stata risolta.
Agropoli: polemica sulla distanza cimiteriale
Il tema dei cimiteri è tornato al centro dell’attenzione anche ad Agropoli. Il consigliere di minoranza Raffaele Pesce ha contestato la decisione dell’Ente di ridurre la fascia di rispetto cimiteriale da 200 a 50 metri.
Secondo il consigliere, la modifica potrebbe aprire a nuovi scenari urbanistici in aree precedentemente vincolate per ragioni igienico-sanitarie e di rispetto sacrale. Pesce ha inoltre evidenziato la rapidità con cui la pratica è stata portata in commissione, chiedendo ulteriori chiarimenti formali.
Un tema che divide ma coinvolge tutta la comunità
La gestione dei cimiteri nel Cilento diventa così una questione non solo tecnica ma anche politica e simbolica. I luoghi della memoria rappresentano un punto sensibile per ogni comunità, e qualsiasi criticità legata a sicurezza, manutenzione e decoro genera inevitabilmente tensioni.
In attesa di interventi concreti, resta alta l’attenzione dei cittadini, che chiedono risposte rapide e soluzioni strutturali per evitare che situazioni simili si ripetano.

