Si delinea uno scenario climatico critico per la provincia di Salerno, dove il progressivo aumento delle temperature e l'asfissia da cemento rischiano di mettere a dura prova sia la salute dei cittadini che i consumi energetici come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
L'analisi dei dati ministeriali proiettati al 2050 mostra un'evidente spaccatura geografica sul territorio provinciale. Nelle aree pianeggianti dell'Agro Nocerino e della Piana del Sele — che comprendono comuni fortemente urbanizzati come Angri, Scafati, Battipaglia ed Eboli — l'assenza di ventilazione e il forte riscaldamento del suolo spingeranno le giornate estive fino al picco di 86 all'anno, facendo impennare la domanda di energia per il raffrescamento.
Diversa la situazione per i centri montani e collinari: se da un lato Sala Consilina vedrà quasi raddoppiare i suoi giorni caldi (da 15 a 37), il disagio bioclimatico rimarrà comunque contenuto rispetto alle aree vallive, parallelamente a quanto rilevato per Giffoni Valle Piana e Campagna. Emblematico è anche il confronto tra Montecorvino Pugliano, destinata a toccare i 73 giorni di caldo a causa dello sviluppo verso la pianura, e Montecorvino Rovella, la cui altitudine consentirà di limitare la media a 56 giorni.
Di fronte a proiezioni che vedono l'estate allungarsi a discapito delle stagioni intermedie, emerge il contrasto tra le strategie internazionali di adattamento urbano — come i tetti riflettenti di New York, i corridoi ecologici di Medellín o la de-pavimentazione a Milano — e la risposta dell'amministrazione salernitana, dove l'effetto mitigante del mare viene spesso vanificato dalla cementificazione e dalle barriere naturali che intrappolano l'umidità.
Emergenza calore tra afa record e consumi alle stelle
In base alle stime del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, la città capoluogo di Salerno si appresta a registrare ben 76 giorni estivi con temperature superiori ai 25 gradi e fino a 20 giornate di afa intensa, mentre località costiere come Agropoli vedranno salire i giorni roventi a 62.L'analisi dei dati ministeriali proiettati al 2050 mostra un'evidente spaccatura geografica sul territorio provinciale. Nelle aree pianeggianti dell'Agro Nocerino e della Piana del Sele — che comprendono comuni fortemente urbanizzati come Angri, Scafati, Battipaglia ed Eboli — l'assenza di ventilazione e il forte riscaldamento del suolo spingeranno le giornate estive fino al picco di 86 all'anno, facendo impennare la domanda di energia per il raffrescamento.
Diversa la situazione per i centri montani e collinari: se da un lato Sala Consilina vedrà quasi raddoppiare i suoi giorni caldi (da 15 a 37), il disagio bioclimatico rimarrà comunque contenuto rispetto alle aree vallive, parallelamente a quanto rilevato per Giffoni Valle Piana e Campagna. Emblematico è anche il confronto tra Montecorvino Pugliano, destinata a toccare i 73 giorni di caldo a causa dello sviluppo verso la pianura, e Montecorvino Rovella, la cui altitudine consentirà di limitare la media a 56 giorni.
Di fronte a proiezioni che vedono l'estate allungarsi a discapito delle stagioni intermedie, emerge il contrasto tra le strategie internazionali di adattamento urbano — come i tetti riflettenti di New York, i corridoi ecologici di Medellín o la de-pavimentazione a Milano — e la risposta dell'amministrazione salernitana, dove l'effetto mitigante del mare viene spesso vanificato dalla cementificazione e dalle barriere naturali che intrappolano l'umidità.

