Elezioni a ostacoli nel Salernitano: la sfida solitaria di Sicignano, Casal Velino e Sassano contro lo spettro dell'astensionismo
Occhio di SalernoPubblicato il

In vista della prossima tornata elettorale amministrativa che interesserà la provincia di Salerno, si delinea uno scenario particolare in tre centri del territorio: Sicignano degli Alburni, Casal Velino e Sassano.
Quando un comune presenta un solo candidato sindaco, la legge elettorale non prevede una vittoria automatica. Per evitare il commissariamento dell'ente e rendere valida l'elezione, l'unico candidato deve superare due sbarramenti fondamentali previsti dal Testo Unico degli Enti Locali:
Nei tre comuni salernitani al voto, il vero nemico dei candidati sindaci non è dunque un avversario politico, ma il disinteresse dei cittadini. A Sicignano degli Alburni, Casal Velino e Sassano, le amministrazioni uscenti o gli aspiranti successori sono chiamati a una campagna elettorale paradossale: non devono convincere l'elettore a scegliere loro invece di qualcun altro, ma devono convincerlo semplicemente a uscire di casa e recarsi al seggio.
Se anche uno solo dei due quorum dovesse mancare, la conseguenza sarebbe drastica: l'elezione verrebbe dichiarata nulla e il Prefetto di Salerno sarebbe costretto a nominare un Commissario prefettizio. Il Comune verrebbe quindi gestito da un funzionario dello Stato fino alla successiva tornata elettorale utile, bloccando di fatto la guida politica e l'ordinaria programmazione amministrativa scelta dalla comunità.
Elezioni nel Salernitano: la sfida di Sicignano, Casal Velino e Sassano
In questi comuni la competizione politica tradizionale, fatta di scontri tra schieramenti opposti, lascerà il posto a una sfida "solitaria". È stata infatti presentata una sola lista con un unico aspirante alla fascia tricolore, una condizione che trasforma la consultazione in un vero e proprio referendum sull'affluenza.Quando un comune presenta un solo candidato sindaco, la legge elettorale non prevede una vittoria automatica. Per evitare il commissariamento dell'ente e rendere valida l'elezione, l'unico candidato deve superare due sbarramenti fondamentali previsti dal Testo Unico degli Enti Locali:
- Il Quorum degli elettori: Alle urne deve recarsi almeno il 50% degli elettori iscritti nelle liste elettorali del Comune. Dal calcolo del numero totale degli elettori vengono però esclusi i cittadini residenti all'estero (AIRE) che non esercitano il diritto di voto. Se questa soglia non viene raggiunta, l'elezione è nulla.
- Il Quorum dei voti validi: Una volta raggiunto il quorum dell'affluenza, il candidato deve ottenere un numero di voti validi non inferiore al 50% dei votanti. In sostanza, la maggioranza di chi si reca alle urne deve esprimere una preferenza effettiva, evitando che schede bianche o nulle superino i voti al candidato.
Nei tre comuni salernitani al voto, il vero nemico dei candidati sindaci non è dunque un avversario politico, ma il disinteresse dei cittadini. A Sicignano degli Alburni, Casal Velino e Sassano, le amministrazioni uscenti o gli aspiranti successori sono chiamati a una campagna elettorale paradossale: non devono convincere l'elettore a scegliere loro invece di qualcun altro, ma devono convincerlo semplicemente a uscire di casa e recarsi al seggio.
Se anche uno solo dei due quorum dovesse mancare, la conseguenza sarebbe drastica: l'elezione verrebbe dichiarata nulla e il Prefetto di Salerno sarebbe costretto a nominare un Commissario prefettizio. Il Comune verrebbe quindi gestito da un funzionario dello Stato fino alla successiva tornata elettorale utile, bloccando di fatto la guida politica e l'ordinaria programmazione amministrativa scelta dalla comunità.




