Un atto vandalico ha colpito nel cuore del centro cittadino di Eboli. Nella notte tra venerdì e sabato è stata divelta e danneggiata la scultura in bronzo dedicata al tenente colonnello Carmine Calò, ufficiale dell’Aviazione Leggera dell’Esercito insignito della medaglia d’oro al valore militare, caduto in Afghanistan durante una missione internazionale come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
A fare la scoperta è stato Vito Ciccarone, cittadino ebolitano che si occupa della manutenzione dell’area verde. È stato lui a rinvenire la scultura danneggiata e ad allertare le autorità. L’opera è stata successivamente recuperata per consentire gli interventi di ripristino e sarà ricollocata accanto alla lapide commemorativa nel punto originario.
Sul caso indagano gli agenti della polizia municipale di Eboli. Gli accertamenti si concentrano sull’analisi degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, con l’obiettivo di individuare eventuali immagini utili a identificare i responsabili. Le telecamere installate nei pressi della chiesa e lungo le strade limitrofe potrebbero aver ripreso le fasi dello sradicamento e del trascinamento della statua.
Il tenente colonnello Calò, nato a Gesualdo nel maggio del 1950 e residente a Eboli, perse la vita il 22 agosto 1998 a Kabul, in Afghanistan, vittima di un attentato mentre partecipava a una missione delle Nazioni Unite. Ogni anno, nella stessa data, la città gli rende omaggio con iniziative commemorative promosse dall’amministrazione e dai familiari.
L’installazione della scultura era stata voluta proprio dalla famiglia dell’ufficiale per mantenere viva la memoria del suo sacrificio. L’episodio ha suscitato reazioni di ferma condanna da parte del sindaco Mario Conte e delle forze politiche locali, che hanno espresso solidarietà ai familiari e chiesto un rapido accertamento delle responsabilità.
Eboli, sradicata e abbandonata la statua del colonnello Calò
L’episodio si è verificato nel giardino intitolato a Padre Pio, alle spalle della chiesa di San Bartolomeo, a ridosso di viale Amendola. Ignoti hanno sradicato l’opera dal piedistallo, trascinandola per diversi metri fino a lasciarla sull’asfalto, coperta con un cartone. Secondo le prime ipotesi investigative, l’azione potrebbe essere riconducibile a un tentativo di furto non andato a buon fine, piuttosto che a un semplice raid vandalico. La statua, realizzata in bronzo, avrebbe potuto essere rivenduta per ricavarne denaro.A fare la scoperta è stato Vito Ciccarone, cittadino ebolitano che si occupa della manutenzione dell’area verde. È stato lui a rinvenire la scultura danneggiata e ad allertare le autorità. L’opera è stata successivamente recuperata per consentire gli interventi di ripristino e sarà ricollocata accanto alla lapide commemorativa nel punto originario.
Sul caso indagano gli agenti della polizia municipale di Eboli. Gli accertamenti si concentrano sull’analisi degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, con l’obiettivo di individuare eventuali immagini utili a identificare i responsabili. Le telecamere installate nei pressi della chiesa e lungo le strade limitrofe potrebbero aver ripreso le fasi dello sradicamento e del trascinamento della statua.
Il tenente colonnello Calò, nato a Gesualdo nel maggio del 1950 e residente a Eboli, perse la vita il 22 agosto 1998 a Kabul, in Afghanistan, vittima di un attentato mentre partecipava a una missione delle Nazioni Unite. Ogni anno, nella stessa data, la città gli rende omaggio con iniziative commemorative promosse dall’amministrazione e dai familiari.
L’installazione della scultura era stata voluta proprio dalla famiglia dell’ufficiale per mantenere viva la memoria del suo sacrificio. L’episodio ha suscitato reazioni di ferma condanna da parte del sindaco Mario Conte e delle forze politiche locali, che hanno espresso solidarietà ai familiari e chiesto un rapido accertamento delle responsabilità.

