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Nessun rapporto di parentela nelle consulenze con l’università di Siena". La precisazione di
Mario Minervini, direttore sanitario del presidio ospedaliero
Eboli-Battipaglia- Roccadaspide, sulla sentenza emanata dal
Tribunale di Salerno che ha stabilito che non ci fu
mobbing nei confronti del manager da parte dell’
Asl di Salerno.
Mobbing, il Tribunale rigetta il ricorso di Minervini contro l’Asl
"Mio fratello è primario di Urologia a Pisa - spiega -Le consulenze con l’azienda ospedaliera, tra l’altro espletate già prima che venissi nominato dirigente, non sono “macchiate” da rapporti di parentela. Era un’errata convinzione dell’allora direttore generale, sicuro del fatto che mio fratello fosse primario del reparto di Anatomia Patologica di Siena".
Come riporta "
La Città", l’altra inesattezza, secondo
Minervini, riguarda la reperibilità. "
La facemmo io e il dottore De Filippo di Oliveto Citra – spiega - E scrivemmo chiaramente che era stata formulata “senza nulla a pretendere”.
E sullo sforamento Alpi, il reintegro di somme per beni sanitari chiesto da Minervini per un importo complessivo di 580mila euro, precisa: "
Ho dimostrato che, nonostante tutto, l’ospedale di Eboli era quello che spendeva meno soldi". Il numero uno del distretto ospedaliero della Piana del Sele annuncia che la partita non è finita. "Il ricorso non è stato accolto dal Tribunale. Ricorrerò in Appello, ed eventualmente anche in Cassazione ".
Lo scorso 24 febbraio, il giudice
Anna Maria D’Antonio ha stabilito che
"non ci fu mobbing" da parte dell’Asl nei confronti del direttore sanitario. Rigettando la richiesta di
risarcimento danni alla salute, avanzata dal ricorrente, e condannando
Minervini al pagamento di
3.500 euro.
Fonte: La Città