L’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Ospedale di Eboli si conferma come uno dei punti di riferimento della sanità campana per la gestione di infezioni complesse e ad alto rischio biologico. A evidenziarlo è il Coordinatore Provinciale UILFPL, Vito Sparano, che sottolinea come il reparto garantisca livelli elevati di qualità e sicurezza, anche in condizioni operative difficili, rappresentando un modello per l’intera regione.
Nonostante una dotazione di personale limitata, l’Unità Operativa garantisce un’assistenza specialistica di alto livello. Ogni anno il reparto affronta casi complessi, tra cui forme resistenti di tubercolosi, patologie infettive tra la popolazione migrante e oltre 1.600 consulenze nel solo 2025 per i presidi del DEA di Battipaglia-Eboli-Roccadaspide e altre strutture del territorio. L’attività va oltre la semplice cura dei pazienti: contribuisce al controllo del rischio clinico, alla corretta gestione antibiotica e alla prevenzione dell’uso improprio di farmaci di ultima linea.
Il reparto ha avuto un ruolo fondamentale anche durante l’emergenza COVID-19, garantendo continuità assistenziale e supporto alla rete ospedaliera locale nei momenti più critici. L’esperienza maturata ha permesso di consolidare competenze, protocolli di sicurezza e capacità di risposta a scenari complessi.
«Il risultato ottenuto è frutto di professionalità, dedizione e resilienza – conclude Sparano – un reparto che, pur con risorse ridotte, continua a offrire cure eccellenti, tutela la salute pubblica e guida l’innovazione nella gestione delle malattie infettive. La UILFPL ringrazia tutti gli operatori sanitari per il lavoro quotidiano e conferma il proprio impegno a sostenere i lavoratori e i cittadini per una sanità pubblica di qualità».
Malattie Infettive a Eboli, eccellenza regionale
Il riconoscimento della professionalità del nosocomio ebolitano è strettamente legato alla leadership esercitata dai direttori che si sono succeduti. «Grazie alla lungimiranza e alla competenza della dott.ssa Grazia Russo, la struttura è diventata un punto di riferimento regionale – spiega Sparano – mentre oggi il dott. Giancarlo Giolitto prosegue con determinazione il percorso di miglioramento continuo». Tra le iniziative di rilievo, il reparto sta completando la ristrutturazione delle rare camere a pressione negativa, un presidio essenziale per la gestione sicura di patologie infettive ad alto rischio, unico in Campania insieme a quello dell’Ospedale Cotugno di Napoli.Nonostante una dotazione di personale limitata, l’Unità Operativa garantisce un’assistenza specialistica di alto livello. Ogni anno il reparto affronta casi complessi, tra cui forme resistenti di tubercolosi, patologie infettive tra la popolazione migrante e oltre 1.600 consulenze nel solo 2025 per i presidi del DEA di Battipaglia-Eboli-Roccadaspide e altre strutture del territorio. L’attività va oltre la semplice cura dei pazienti: contribuisce al controllo del rischio clinico, alla corretta gestione antibiotica e alla prevenzione dell’uso improprio di farmaci di ultima linea.
Il reparto ha avuto un ruolo fondamentale anche durante l’emergenza COVID-19, garantendo continuità assistenziale e supporto alla rete ospedaliera locale nei momenti più critici. L’esperienza maturata ha permesso di consolidare competenze, protocolli di sicurezza e capacità di risposta a scenari complessi.
«Il risultato ottenuto è frutto di professionalità, dedizione e resilienza – conclude Sparano – un reparto che, pur con risorse ridotte, continua a offrire cure eccellenti, tutela la salute pubblica e guida l’innovazione nella gestione delle malattie infettive. La UILFPL ringrazia tutti gli operatori sanitari per il lavoro quotidiano e conferma il proprio impegno a sostenere i lavoratori e i cittadini per una sanità pubblica di qualità».

