La Fials Salerno ha indirizzato una lettera aperta al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, per sollecitare un intervento strutturale sulla sanità privata accreditata, settore definito strategico per il Sistema Sanitario regionale ma costantemente penalizzato da scelte di programmazione ritenute inadeguate. L’iniziativa del sindacato punta a riportare al centro del dibattito politico regionale un comparto che, nonostante il ruolo fondamentale nella gestione delle prestazioni sanitarie, continua a scontare vincoli normativi e organizzativi che ne limitano l’efficacia e mettono a rischio lavoratrici, lavoratori e cittadini.
I numeri della mobilità sanitaria passiva sono particolarmente significativi: solo nel 2022 la Campania ha registrato perdite per 341 milioni di euro, mentre il 39% dei giovani professionisti tra i 18 e i 34 anni ha lasciato la Regione per condizioni di lavoro più favorevoli. «I tetti di spesa attuali non rispondono ai bisogni reali della popolazione né al volume effettivo delle prestazioni erogate – aggiunge Felice Vocca, segretario provinciale Fials Sanità Privata Accreditata – il loro mantenimento produce effetti gravissimi: compressione dei servizi, peggioramento delle condizioni lavorative, incremento della mobilità passiva e riduzione dell’accesso alle cure».
Il sindacato lancia un appello chiaro: è necessario un cambio di paradigma nella gestione della sanità privata accreditata, attraverso un’integrazione reale e strutturata tra pubblico e privato. La Fials Salerno propone l’istituzione di un tavolo regionale monotematico, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, per discutere il riproporzionamento dei tetti di spesa, definire modelli funzionali di integrazione, tutelare occupazione e diritti dei lavoratori e migliorare l’accesso alle cure, riducendo la mobilità sanitaria passiva.
«Il tempo delle analisi è finito – conclude Lopopolo – servono scelte politiche concrete e assunzioni di responsabilità nell’interesse della sanità campana, dei lavoratori e dei cittadini». La missiva rappresenta un segnale forte e un invito alla Regione a considerare la sanità privata accreditata come parte integrante e indispensabile del sistema sanitario regionale.
Sanità privata accreditata in crisi: la Fials scrive a Fico
Secondo i dati forniti dalla Fials, la sanità privata accreditata in Campania conta 58 strutture con quasi 6.000 posti letto e garantisce oltre il 32% dei ricoveri regionali. Nel settore ambulatoriale, a seconda delle specializzazioni, la copertura può arrivare fino all’85% delle prestazioni. «Parliamo di oltre 15mila operatori sanitari che quotidianamente assicurano cure, assistenza e servizi essenziali ai cittadini campani – sottolinea Carlo Lopopolo, segretario provinciale Fials Salerno – ignorare questo contributo significa assumersi una responsabilità diretta sull’allungamento delle liste d’attesa, sulla mobilità sanitaria passiva e sulla fuga di professionalità dal territorio».I numeri della mobilità sanitaria passiva sono particolarmente significativi: solo nel 2022 la Campania ha registrato perdite per 341 milioni di euro, mentre il 39% dei giovani professionisti tra i 18 e i 34 anni ha lasciato la Regione per condizioni di lavoro più favorevoli. «I tetti di spesa attuali non rispondono ai bisogni reali della popolazione né al volume effettivo delle prestazioni erogate – aggiunge Felice Vocca, segretario provinciale Fials Sanità Privata Accreditata – il loro mantenimento produce effetti gravissimi: compressione dei servizi, peggioramento delle condizioni lavorative, incremento della mobilità passiva e riduzione dell’accesso alle cure».
Il sindacato lancia un appello chiaro: è necessario un cambio di paradigma nella gestione della sanità privata accreditata, attraverso un’integrazione reale e strutturata tra pubblico e privato. La Fials Salerno propone l’istituzione di un tavolo regionale monotematico, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, per discutere il riproporzionamento dei tetti di spesa, definire modelli funzionali di integrazione, tutelare occupazione e diritti dei lavoratori e migliorare l’accesso alle cure, riducendo la mobilità sanitaria passiva.
«Il tempo delle analisi è finito – conclude Lopopolo – servono scelte politiche concrete e assunzioni di responsabilità nell’interesse della sanità campana, dei lavoratori e dei cittadini». La missiva rappresenta un segnale forte e un invito alla Regione a considerare la sanità privata accreditata come parte integrante e indispensabile del sistema sanitario regionale.

