Denuncia all'ospedale Cardarelli di Napoli: '36enne sterile per errore' attende tre mesi la cartella clinica
Occhio di SalernoPubblicato il

Una vicenda choc arriva dai reparti di un nosocomio partenopeo, dove una trentaseienne napoletana ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri per denunciare un errore medico che l'avrebbe resa sterile a seguito di un intervento chirurgico. La drammatica scoperta è emersa grazie agli accertamenti di un consulente di parte, secondo cui la sterilizzazione involontaria sarebbe avvenuta per via di un'errata procedura durante un parto cesareo, praticato a seguito di un aborto spontaneo.
Nonostante le norme sulla trasparenza impongano il rilascio delle cartelle cliniche entro un termine massimo di sette giorni — estendibile a trenta solo per casi di particolare complessità —, la paziente (assistita dall'avvocato Francesco Petruzzi) ha dovuto attendere ben tre mesi prima di ricevere i documenti.
Dopo l'istanza presentata nel settembre 2023, la cartella è stata consegnata solo a fine novembre, dopo ripetuti solleciti e un rimpallo burocratico tra gli uffici dell'ospedale Cardarelli e il reparto di ginecologia, dove la documentazione non risultava inizialmente disponibile. La donna, costretta in seguito a intraprendere un complesso e doloroso percorso di procreazione medicalmente assistita per riuscire a coronare il sogno di diventare madre, ha ora formalizzato una denuncia querela per fare piena luce sulle responsabilità di quanto accaduto.
36enne sterile per errore' attende tre mesi la cartella clinica
La battaglia della donna non si è limitata al fronte sanitario ma ha riguardato anche il diritto di accesso alla propria documentazione clinica.Nonostante le norme sulla trasparenza impongano il rilascio delle cartelle cliniche entro un termine massimo di sette giorni — estendibile a trenta solo per casi di particolare complessità —, la paziente (assistita dall'avvocato Francesco Petruzzi) ha dovuto attendere ben tre mesi prima di ricevere i documenti.
Dopo l'istanza presentata nel settembre 2023, la cartella è stata consegnata solo a fine novembre, dopo ripetuti solleciti e un rimpallo burocratico tra gli uffici dell'ospedale Cardarelli e il reparto di ginecologia, dove la documentazione non risultava inizialmente disponibile. La donna, costretta in seguito a intraprendere un complesso e doloroso percorso di procreazione medicalmente assistita per riuscire a coronare il sogno di diventare madre, ha ora formalizzato una denuncia querela per fare piena luce sulle responsabilità di quanto accaduto.




