Vincenzo De Luca, governatore della Campania, ribadisce il suo pensiero sulla sicurezza della Regione Campania. E in vista del futuro, una volta superata la crisi Coronavirus, invita i suoi cittadini a non andare in giro per il mondo a curarsi solo per inerzia. Perché: “Gli ospedali sicuri sono in Campania, non da altre parti”.
Lo ha detto nel corso di una diretta Facebook, nel consueto appuntamento del venerdì per gli aggiornamenti sul Coronavirus in Campania. Il governatore campano ha toccato tanti temi, partendo dal problema elezioni in alcune Regioni: “È stata prorogata, ovviamente, c’era una finestra molto ampia da luglio all’autunno, a ottobre-novembre. Ma la data va fissata col ministero della Salute perché bisogna votare in sicurezza. Noi abbiamo valutato che se si vota a fine luglio, cioè tra 3 mesi non avremo grandissimi problemi”.
De Luca, nel tornare sulla questione ospedali, fa chiarezza anche sulla querelle nord-sud: “Si è aperto anche il dibattito sconcertante sulla base di alcune mie dichiarazioni quando ho detto che avrei protetto la Regione al rompete le righe.
Qualcuno ha trasformato questo in un dibattito nord-sud, la mia era solo relativa ad un’aritmetica dei contagi. A Milano ancora ci sono 1073 nuovi contagi, quindi quando qualcuno dice che dovremmo conviver col virus è condivisibile, ma puoi convivere se hai ridotto il contagio ad una dimensione marginale ma non quando hai 1070 contagi al giorno, in quel caso devi combattere altrimenti il calvario non finisce più. Non c’è da aprire dibattiti su nord sud ora discutiamo su come contenere il contagio anche nelle regioni in cui è sotto controllo”.
Il governatore della Campania spiega: “Sono il primo a combattere contro realtà ancora presenti del mezzogiorno in cui si producono solo chiacchiere e debiti, ma se ci sono punti d’eccellenza si abbia l’onesta intellettuale di ammetterlo.
Dobbiamo essere orgogliosi come campani per la prova di efficienza ed eccellenza che abbiamo dato. Soprattutto in una Regione che è quella che riceve meno fondi nel riparto dei fondi sanitari. Riceviamo 45 euro in meno pro-capite rispetto al Veneto, 40 euro in meno rispetto alla Lombardia, 60 rispetto all’Emilia Romagna.

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