Il farmaco orale daraxonrasib, una pillola da assumere quotidianamente, ha dimostrato la capacità straordinaria di raddoppiare la sopravvivenza nei pazienti affetti da tumore al pancreas metastatico.
Il tumore al pancreas è una delle patologie oncologiche più aggressive e letali. Secondo i dati dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e dell'Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM), il tasso di sopravvivenza a un anno dalla diagnosi è solo del 35%, con oltre la metà dei pazienti che non supera i tre mesi. Considerando questo contesto drammatico, i progressi offerti da daraxonrasib rappresentano una vera svolta.
I risultati dello studio sono stati presentati durante il congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO 2026) a Chicago, suscitando una standing ovation da parte dei presenti. Il professor Roberto Burioni ha condiviso su Facebook tutta la sua soddisfazione per i dati straordinari emersi, definendoli "mai visti prima". Ha inoltre sottolineato l'importanza della rapida approvazione da parte della FDA, che consentirà l'accesso al farmaco per i pazienti americani già entro la settimana successiva. Secondo le previsioni, dopo l’approvazione da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), il daraxonrasib potrebbe arrivare presto anche in Europa.
Sulla base dello studio clinico di Fase 3 chiamato RASolute 302, condotto dai ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, circa 500 pazienti provenienti da Nord America, Europa e Asia sono stati coinvolti nella ricerca. L’età media era di 66 anni ed erano equamente distribuiti tra uomini e donne. Tutti i partecipanti soffrivano di adenocarcinoma pancreatico metastatico (mPDAC), la forma più frequente di tumore al pancreas, che rappresenta oltre il 90% dei casi. I pazienti avevano già ricevuto un primo trattamento e perciò il daraxonrasib è stato valutato come terapia di seconda linea. Mentre 248 pazienti hanno assunto la pillola quotidianamente, 252 sono stati sottoposti a chemioterapia standard. Il follow-up mediano dello studio è durato 8,5 mesi.
I risultati sono stati sorprendentemente positivi per il gruppo trattato con daraxonrasib, che ha mostrato un netto miglioramento in termini di sopravvivenza globale, sopravvivenza libera da progressione della malattia, risposta al trattamento e qualità della vita. La sopravvivenza mediana globale è risultata quasi doppia rispetto a quella riscontrata con la chemioterapia standard: 13,2 mesi contro 6,7 mesi. Inoltre, gli effetti collaterali gravi sono stati meno frequenti nel gruppo trattato con il nuovo farmaco (43,6% rispetto al 57,5% registrato con la chemioterapia), così come il tasso di abbandono.
Il daraxonrasib agisce come inibitore multiselettivo del gene RAS(ON), disattivando la variante mutata del gene KRAS. Questa mutazione è presente in oltre il 90% dei casi di adenocarcinoma pancreatico metastatico ed è responsabile della proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. Pertanto, colpire questo bersaglio si è rivelato cruciale nella lotta contro la malattia. Il nuovo farmaco dimostra che è possibile fermare questa proteina mutata, aprendo prospettive promettenti nella battaglia contro uno dei tumori più temibili.
Tumore al pancreas, la pillola daraxonrasib raddoppia la sopravvivenza
Il farmaco orale daraxonrasib, una pillola da assumere quotidianamente, ha dimostrato la capacità straordinaria di raddoppiare la sopravvivenza nei pazienti affetti da tumore al pancreas metastatico. Questo risultato ha suscitato grande entusiasmo e profonda emozione nella comunità scientifica. La professoressa Rachna Shroff, responsabile della Divisione di Ematologia e Oncologia presso il Cancer Center dell'Università dell'Arizona, ha raccontato di essersi commossa alla vista dei dati durante la loro presentazione. "Dopo 16 anni dedicati alla cura dei pazienti con cancro al pancreas, non ho potuto trattenere le lacrime", ha dichiarato.Il tumore al pancreas è una delle patologie oncologiche più aggressive e letali. Secondo i dati dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e dell'Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM), il tasso di sopravvivenza a un anno dalla diagnosi è solo del 35%, con oltre la metà dei pazienti che non supera i tre mesi. Considerando questo contesto drammatico, i progressi offerti da daraxonrasib rappresentano una vera svolta.
I risultati dello studio sono stati presentati durante il congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO 2026) a Chicago, suscitando una standing ovation da parte dei presenti. Il professor Roberto Burioni ha condiviso su Facebook tutta la sua soddisfazione per i dati straordinari emersi, definendoli "mai visti prima". Ha inoltre sottolineato l'importanza della rapida approvazione da parte della FDA, che consentirà l'accesso al farmaco per i pazienti americani già entro la settimana successiva. Secondo le previsioni, dopo l’approvazione da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), il daraxonrasib potrebbe arrivare presto anche in Europa.
Sulla base dello studio clinico di Fase 3 chiamato RASolute 302, condotto dai ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute di Boston, circa 500 pazienti provenienti da Nord America, Europa e Asia sono stati coinvolti nella ricerca. L’età media era di 66 anni ed erano equamente distribuiti tra uomini e donne. Tutti i partecipanti soffrivano di adenocarcinoma pancreatico metastatico (mPDAC), la forma più frequente di tumore al pancreas, che rappresenta oltre il 90% dei casi. I pazienti avevano già ricevuto un primo trattamento e perciò il daraxonrasib è stato valutato come terapia di seconda linea. Mentre 248 pazienti hanno assunto la pillola quotidianamente, 252 sono stati sottoposti a chemioterapia standard. Il follow-up mediano dello studio è durato 8,5 mesi.
I risultati sono stati sorprendentemente positivi per il gruppo trattato con daraxonrasib, che ha mostrato un netto miglioramento in termini di sopravvivenza globale, sopravvivenza libera da progressione della malattia, risposta al trattamento e qualità della vita. La sopravvivenza mediana globale è risultata quasi doppia rispetto a quella riscontrata con la chemioterapia standard: 13,2 mesi contro 6,7 mesi. Inoltre, gli effetti collaterali gravi sono stati meno frequenti nel gruppo trattato con il nuovo farmaco (43,6% rispetto al 57,5% registrato con la chemioterapia), così come il tasso di abbandono.
Il daraxonrasib agisce come inibitore multiselettivo del gene RAS(ON), disattivando la variante mutata del gene KRAS. Questa mutazione è presente in oltre il 90% dei casi di adenocarcinoma pancreatico metastatico ed è responsabile della proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. Pertanto, colpire questo bersaglio si è rivelato cruciale nella lotta contro la malattia. Il nuovo farmaco dimostra che è possibile fermare questa proteina mutata, aprendo prospettive promettenti nella battaglia contro uno dei tumori più temibili.

