Cronaca

Covid, com'è la nuova variante Delta Plus: più trasmissibile ma meno sintomatica

Redazione Occhio Notizie
Covid, com'è la nuova variante Delta Plus: più trasmissibile ma meno sintomatica
Cos'è la variante Delta plus e quali sono i sintomi? Si tratta di una variante 50 volte più forte rispetto al ceppo originario come spiegato all'Adnkronos da Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv). "Tra chi non ha ancora fatto il vaccino e chi non vuole farlo, diventa un problema gestire la situazione in questo momento, con un virus così aggressivo" come dimostra di essere Sars-CoV-2 anche con la nuova variante indiana, la AY.4.2, ribattezzata Delta plus, che "secondo gli ultimi studi è 50 volte più forte rispetto al ceppo originario". Più forte perché "più efficiente nella replicazione", quindi in grado di correre molto veloce, rischiando in futuro di prevalere sulle altre, spiega.

Covid, cos'è le variante Delta Plus e quali sono i sintomi

A quanto pare dallo studio continuativo React-1 dell’Imperial College di Londra questo sottolignaggio sembrerebbe scatenare sindromi assai meno sintomatiche della variante Delta. Ma, in compenso, parrebbe un po’ più contagiosa. Quasi un aggiustamento della variante al momento largamente dominante in tutto il mondo, con l’eccezione del Sudamerica dove rimangono presenti con percentuali un po’ più elevate varianti come Beta, Gamma e Mu. In Italia la presenza è testimoniata ancora in poche decine di casi.

L’indagine diffusa il 18 novembre spiega che solo un terzo dei casi testati infetti da AY.4.2 ha sviluppato i classici sintomi del Covid-19. Con i ceppi del sottolignaggio AY.4 (il più comune di Delta che ha appunto dato origine ad AY.4.1 e AY.4.2) questo accade invece una volta su due. Due terzi, invece, hanno accusato sintomi di qualche tipo, dunque non la gamma completa dei disturbi, cosa che invece accade in tre quarti degli infetti con Delta. Insomma, sembrerebbe effettivamente meno aggressiva o per meglio dire sintomatica.

La pericolosità

"Da un lavoro appena uscito, che quindi necessita di essere convalidato - sottolinea l'esperto, ordinario di microbiologia e microbiologia clinica all'università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell'Asst Spedali Civili - sembrerebbe che questa nuova variante Delta", oltre ad alcune mutazioni nella proteina Spike utilizzata dal coronavirus pandemico per 'agganciare' le cellule bersaglio, "abbia anche una mutazione di una proteina interna, una proteina N o nucleoproteina, che potrebbe contribuire a renderla più aggressiva" anche se "assolutamente - tiene a precisare Caruso - in questo momento non maggiormente in grado di 'bucare' lo scudo vaccinale".

Rispetto alla variante Delta oggi dominante, la Delta plus "è ancora minoritaria in Italia - conferma il numero uno dei virologi italiani - Però in Inghilterra si sta diffondendo notevolmente, dimostrando di essere in grado di 'prendere la scena'. Guardando a quello che sta avvenendo in Inghilterra", secondo l'esperto il mutante AY.4.2 "potrebbe anche in futuro diventare dominante".


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