Sono 8 le
varianti genetiche del
covid associate alle forme più gravi. È quanto ha scoperto un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell’Università di Edimburgo, in Scozia.
Covid: scoperte 8 varianti genetiche
Il coronavirus è una nuova malattia della quale ancora non sono state rese note tutte le caratteristiche. Al momento siamo a conoscenza che i soggetti più a rischio sono gli anziani, o le persone con gravi patologie pregresse. Tuttavia, hanno perso la vita per via del virus anche molti giovani. Ma com'è possibile?
Una risposta plausibile (perlomeno parziale) arriva da un nuovo studio, che ha individuato alcune varianti genetiche che risultano più comuni nei pazienti ricoverati per
COVID-19 critica. In altri termini, alla base dei rischi maggiori potrebbe esserci una condizione genetica che favorisce l'aggressione del patogeno.
A scoprire le varianti genetiche è stato un copioso team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università e dell'Ospedale Generale Occidentale di Edimburgo (Regno Unito), che hanno collaborato con i colleghi del Dipartimento di Scienze Veterinarie ed Ecologiche dell'Università di Liverpool, della sezione di Genetica Medica dell'Università di Siena, dell'Università Cinese di Hong Kong e di numerosi altri istituti sparsi per il mondo.
Hanno collaborato anche diverse organizzazioni internazionali specializzate in indagini genomiche sui pazienti COVID, come The COVID-19 Human Genetics Initiative, 23andMe Investigators, BRACOVID Investigators e Gen-COVID Investigators. Gli scienziati, coordinati dal professor J. Kenneth Baillie del Roslin Institute dell'ateneo scozzese, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato il DNA di oltre 2.200 pazienti contagiati dal coronavirus e in condizioni critiche, tutti ricoverati presso unità di terapia intensiva (più di 200) dislocate nel Regno Unito.