San Marino ha scelto il
vaccino russo Sputnik V per la
campagna vaccinale contro il
Covid 19, che inizierà probabilmente già entro la
settimana in
corso. Dopo i ritardi nell'attuazione del protocollo, firmato a inizio gennaio col ministro della Salute italiano, il governo dell'
enclave ha annunciato l'
accordo col
Fondo Russo per gli
Investimenti (RDIF), l'unico autorizzato da
Mosca per le trattative sull'
esportazione e
produzione all'estero di questo farmaco, diventando il trentunesimo Paese al mondo a dare l'ok a
Sputnik V.
Vaccino Covid, Sputnik arriva a San Marino
"
L'autorizzazione da parte del Governo per l'uso dello Sputnik V all'interno del territorio –si legge una nota congiunta delle
Segreterie Esteri e
Sanità, equiparabili ai ministeri nostrani–
consentirà alla Repubblica di ricevere già nei prossimi giorni le prime dosi, alle quali seguirà una seconda consegna per la somministrazione della dose di richiamo entro un mese”.
In conferenza stampa,
Luca Beccari e
Roberto Ciavatta, titolari dei due incarichi, hanno inoltre spiegato che il piccolo Stato,
Paese terzo a
Bruxelles pur essendo nel
territorio europeo, non ha la possibilità di partecipare al meccanismo di approvvigionamento messo a punto dalla
Ue e per questo, oltre al protocollo con l'Italia, ci si è dovuti adoperare per trovare anche delle
alternative. Ma l'accordo con Roma rimane.
Una scelta dettata dall'esigenza
"
La scelta dello Sputnik non c’entra con la geopolitica, ma è mera esigenza" hanno ribadito. "
La volontà italiana di supportare San Marino in questo percorso è assodata e certa: le complessità sopraggiunte sono di natura tecnica, che hanno solo allungato i tempi". Ad oggi, però, nessun sanmarinese è stato ancora vaccinato ed è questo il vero punto della questione per il governo.
Grazie ad un protocollo stipulato con un ente
certificatore russo,
Istituto Nazionale Nikolai Gamaleya di
Mosca, e grazie all'approvvigionamento garantito da un’intesa sottoscritta dalla
Segreteria di Stato col fondo RDIF, ora a
San Marino non resta che attendere le prime consegne per partire subito con la campagna vaccinale e recuperare il tempo perduto.
La trattativa con l'ambasciatore russo Sergej Razov
Un ruolo importante nella
trattativa che ha portato a questo accordo, della quale si è parlato molto sul
Titano da settimane, secondo alcuni giornali locali lo ha rivestito anche l
'ambasciatore russo a
Roma Sergej Razov, da tempo in ottimi rapporti con la
Repubblica più antica del mondo.
Il sito del Ministero della Salute